In 5 mesi sbarchi calati del 65%: cooperazione e blocco dei trafficanti, la strategia del governo Meloni funziona

I dati enunciati ieri dal ministro dell'Interno durante il question time alla Camera dei Deputati sono inequivocabili e parlano di un successo del governo nelle politiche migratorie. Già da diversi mesi, infatti, l'arrivo dei sulle nostre coste è considerevolmente diminuito rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un trend iniziato nell'autunno dell'anno appena trascorso, che non accenna fermarsi e sicuramente non additabile all'arrivo della stagione più fredda, visto le temperature meno rigide di quest'anno e visto, appunto, il confronto impetuoso con l'inverno precedente: “Dall'inizio del 2024 al 19 febbraio scorso in Italia si registra – ha dichiarato Piantedosi – una netta riduzione del numero dei migranti sbarcati, pari a circa il 65%, rispetto all'analogo periodo dello scorso anno e con una diminuzione anche rispetto ai numeri registrati nel 2022”.

I dati sanciscono, dunque, che gli accordi con i Paesi di transito, tra tutti Libia e Tunisia (in arrivo anche un patto con l'Egitto), e con i Paesi di origine (nel contesto più ampio del Piano Mattei) stanno dando gli effetti sperati. È questo dunque il punto della questione: il ha deciso di cambiare radicalmente l'approccio utilizzato dagli esecutivi precedenti, basandosi non più sulla gestione e sullo smistamento dei migranti arrivati, un atteggiamento del tutto passivo di assoggettamento ai flussi e alle logiche di profitto dei trafficanti, ma evitando, tramite la cooperazione con gli altri Paesi, che i migranti si mettano in viaggio verso il nostro continente attraversando quel mare in cui, ammassati su un barcone, avrebbero probabilmente trovato solo la morte. Secondo le autorità locali, infatti, sono già centinaia i trafficanti bloccati grazie all'accordo con la Tunisia e, di fatto, tantissime le vite salvate. Lo ha spiegato bene Piantedosi: “L'obiettivo primario del governo, e lo sottolineo nel ricordo del dolore per le 94 vittime della tragedia di Cutro avvenuta un anno fa è stato, sin dal suo insediamento, quello di contrastare il vergognoso traffico di migranti, a partire dall'adozione di una serie di interventi legislativi, tutti ispirati dalla necessità di affermare un più rigoroso rispetto delle regole in materia di migrazione”.

La continuità con cui il calo degli sbarchi persiste non lascia dunque scampo ad altre interpretazioni: “È ragionevole ritenere – ha detto Piantedosi – che siamo in presenza di un oggettivo segnale positivo, se si considera che quello in corso è il quinto mese consecutivo in cui si registra una sensibile riduzione degli sbarchi rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente”. Un risultato ottenuto tramite la collaborazione con gli altri Paesi dell'Unione europea e con i Paesi direttamente interessati dai flussi; un approccio che il governo è intenzionato a rafforzare nei prossimi mesi: “Abbiamo intensificato, sia a livello bilaterale che multilaterale, le iniziative di collaborazione con i Paesi di origine e di transito dei flussi migratori, in particolare con Libia e Tunisia, per il rafforzamento – ha concluso il ministro – delle loro capacità operative di contrasto dell', via terra e via mare”.

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