Inchiesta Keu, Capecchi-Torselli (FdI): “Bene il lavoro delle forze dell’ordine, ma la pubblica amministrazione deve fare la sua parte rafforzando i controlli”

“Un protocollo operativo per l’incrocio dei dati potrebbe essere sottoscritto fra le Prefetture, forze dell’ordine, Regione ed enti locali rendendo così i controlli più rigorosi e impedendo le infiltrazioni malavitose anche con l’utilizzo di prestanome. Attenzione, poi, al pericolo di infiltrazioni della malavita organizzata per i progetti legati al Pnrr e alla loro concreta realizzazione”

“Non possiamo che complimentarci con il della Dia regionale che è intervenuta, nell’ambito dell’inchiesta sul Keu, sul patrimonio di alcuni imprenditori. Abbiamo la garanzia che le forze dell’ordine sono presenti e seguono l’evoluzione patrimoniale e imprenditoriale di determinati gruppi, ma anche la pubblica amministrazione deve fare la sua parte rafforzando e potenziando i controlli. Da mesi abbiamo proposto un protocollo operativo fra enti locali, forze dell’ordine, Prefetture e Regione affinché, attraverso l’incrocio dei dati, si impediscano le infiltrazioni malavitose anche con l’utilizzo di prestanome. Si dovrebbero estendere tali protocolli operativi anche alle banche dati che riguardano i soggetti privati coinvolti nel passaggio di attività economiche, sulla scorta dei protocolli che sono in corso di elaborazione per il settore pubblico” dichiarano il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Capecchi, componente della Commissione d’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose e criminalità organizzata, ed il capogruppo di in Consiglio regionale, Francesco Torselli.

“L’incrocio dei dati è fondamentale. Ad oggi il sistema della certificazione antimafia riguarda solo gli appalti pubblici, ma se un’organizzazione criminale, un affiliato o un prestanome rileva attività private questo non viene registrato. Gli Sportelli Unici Attività produttive (Suap) si limitano esclusivamente a verificare le caratteristiche formali dei subingressi o delle cessioni delle aziende. Dietro ad ogni cessione di attività o acquisto, come ad esempio ristoranti, alberghi o altre attività legate al commercio, c’è un notevole flusso dei denaro, ecco quindi che l’incrocio dei dati dell’Antimafia con le banche dati dei Comuni può diventare uno strumento efficace per compiere un adeguato monitoraggio. Si potrebbe così compiere un’efficace attività di contrasto nei confronti di quelle società che operano come prestanome. Accenderemmo così vere e proprie spie sul territorio, visto che, spesso, le operazioni della criminalità organizzata non riguardano una singola attività ma interessano interi settori o zone” fanno notare Capecchi e Torselli.

“Vogliamo anche richiamare l’attenzione sul pericolo di infiltrazioni della malavita organizzata per i progetti legati al Pnrr e alla loro concreta realizzazione. Visti i tempi molto ristretti, con cui tali progetti devono essere realizzati, si sta decidendo di semplificare e sburocratizzare ma si vorrebbero eliminare anche passaggi fondamentali di controllo e verifica. Occorre, invece, da parte del pubblico un controllo ancora più rigoroso e capillare sul territorio” sottolineano Capecchi e Torselli.

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