Innovazione e tradizione. Ecco perchè Miss Italia è ancora avanguardia culturale.

“Esiliata, invecchiata e un po’ triste come un convegno, La Repubblica insegue l’Italia?”

L’occasione di parafrasare il titolo con cui in un articolo a firma di Angelo Carotenuto La
Repubblica ha inteso raccontare la finale di questa sera di Miss Italia, mi si è presentata troppo ghiotta. Miss Italia accompagna e interpreta il sentire nazional popolare italiano da 83 anni, ma e’ soprattutto da sempre avanguardia culturale.

Un’avanguardia evidentemente incompresa (o indigesta) a chi, alla rivoluzione sociale, inneggia solo seduto dai salotti della Roma bene e non si è mai preoccupato di coniugare innovazione e tradizione. Chi invece lo ha fatto, come Patrizia Mirigliani, patron di Miss Italia, unica a sfatare veramente con le proprie ragazze il falso mito di “bella o intelligente”, si è trovato prima sbattuto fuori casa dalla “mamma Rai”, poi con il dito boldriniano puntato contro ed oggi, che autoproducendosi va in streaming, viene etichettato da La Repubblica come personaggio che si inventa la qualunque per fare il restyling e restare a galla.

Certo, le avanguardie culturali non sono mai state viste bene dagli assetti di potere consolidati, da coloro che fanno in modo che tutto cambi affinché nulla cambi, da coloro che amano solo ciò da cui possono trarre un tornaconto personale o di setta, ma è mai possibile che sia così diffusa e assorbente questa lettura alterata della realtà con la quale si scredita anche chi fa qualcosa di ineccepilmente buono solo perché non è “allineato e coperto”?

Il dubbio sorge spontaneo…perché quando si commenta un concorso che in tempi non sospetti ha dato cittadinanza alle miss 44, a quelle di colore, a quelle con handicap fisici, a quelle mamme, un concorso che ha bandito le donne oggetto, che ha lanciato le Miss Coraggio, che ha sfruttato la propria popolarità per cause sociali come il contrasto alla violenza, al bullismo, al sessismo o per la prevenzione del tumore al seno e dell’anoressia…ecco, perché quel concorso e chi lo anima viene raccontato come qualcuno che ha bisogno di reinventarsi e lo fa opportunisticamente per non morire?

Patrizia Mirigliani tra le Miss

Beh…io in questo forzato boicottaggio, in questo subdolo racconto, vedo solo proiettata la frustrazione di chi si vede scippato battaglie che avrebbe voluto interpretare e cavalcare ma non ha avuto il coraggio, la libertà, la determinazione, la stoffa per farlo.

Ma sono anche sicuro che Miss Italia non volterà le spalle ai propri detrattori, perché ora che si respira aria nuova sarà bello per tutti impegnarsi insieme per concorrere al progresso sociale della nostra Nazione, senza risentimento.

Del resto a nessuno può sfuggire ciò che emerge da un recente studio…nel mondo il marchio Miss Italia pare essere più riconoscibile e noto di quello del Festival di Sanremo.

Mattia Rocco Del Balzo
Mattia Rocco Del Balzo
Esperto di comunicazione intergenerazionale, studente di giurisprudenza a La Sapienza, consulente di Radio Rai.

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