Iran, Terzi (FdI): siamo di fronte a femminicidio di massa

Oggi in Commissione Straordinaria Diritti Umani a seguito dell'indagine conoscitiva sui livelli e i meccanismi di tutela dei diritti umani in Italia e nella realtà internazionale, sono stati auditi i rappresentanti di Amnesty International in merito alla violenza sessuale come strumento di repressione in Iran. “Siamo di fronte non soltanto allo stupro ma ad un vero e proprio femminicidio di massa”, ha affermato il Senatore di Fratelli d'Italia Terzi di Sant'Agata nel suo intervento, sottolineando quanto sia fondamentale parlare delle violenze e delle torture che ogni giorno le donne subiscono, fuori e dentro il confine dell'Iran. “Questo è un grande tema che deve essere portato con ogni visibilità nell'Aula del e, in generale, del Parlamento come elemento propositivo di impulso al Governo, alle autorità nazionali e naturalmente soprattutto a quelle europee, penso all'Alto Commissario Borrell. Vi è una difficoltà emersa anche in audizioni precedenti nel riuscire a inserire questi temi nel dialogo con i Paesi violatori. Ci deve essere un forte impulso affinché le europee e gli Stati membri agiscano con nuove e decise strategie nei confronti dell'Iran”. Collegato è poi il tema della visibilità, che “deve essere acquisita sempre a livello di società civile. Prendo l'esempio della calciatrice iraniana Shiva Amini premiata lo scorso 14 dicembre ad Atreju” prosegue Terzi “un momento toccante in cui la Amini ha raccontato le sue esperienze personali, gravi e simili a quelle presentate oggi qui. C'è una strategia da anni per la quale la violenza alle donne diventa uno strumento di potere e da parecchio tempo, ormai, tale strategia all'interno dell'Iran si diffonde all'esterno dell'Iran attraverso forze paramilitari, che altro non sono che forze terroriste guidate dai guardiani della rivoluzione islamica, da Hamas e da altri. Nelle vostre descrizioni non si può non ricordare ciò che avvenuto il 7 ottobre in Israele. La stessa tecnica, la stessa strategia, lo stesso modo di terrorizzare e ricattare popolazioni, in Iran e fuori”.

E ancora, “Cosa si può fare a livello europeo a livello politico per attuare una linea diversa nei confronti di uno stato terrorista?”, questa la domanda di chiusura di Terzi in audizione. A seguito degli interventi di altri Senatori, Terzi ha poi precisato “cerco un chiarimento su quanto affermato in precedenza in merito alle violenze trattate ‘queste cose avvengono in Iran e anche in Palestina'. Certo, sicuramente avvengono anche in Palestina, ad opera dei “proxy” iraniani – Hamas in questo caso – se con Palestina ci si vuole riferire a quel modo di definire Israele geograficamente come parte della Palestina. Ma non vorrei che ci fosse l'impressione che venga insinuato che anche le forze di israeliane, che hanno reagito all'attacco genocidario del 7 ottobre, agendo in Palestina e a Gaza, seguano una strategia di stupro di massa, di distruzione della donna, di orrori – come quelli che vediamo in Iran – come quelli visti il 7 ottobre”. È chiaro, secondo Terzi, che tale posizione sarebbe del tutto aberrante in quanto mai queste violenze e femminicidi di massa, di natura genocidaria, sono avvenute da parte delle forze di Israele.

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