IRPEF, Torselli (FdI): “Giani all’attacco del ceto medio”

"La sinistra toscana ha gettato la maschera, schierandosi contro professionisti, partite Iva, giovani e piccoli imprenditori”

“Eugenio Giani e la sinistra toscana hanno gettato la maschera, scagliandosi contro gli storici nemici: professionisti, partite IVA, giovani e piccoli imprenditori. Per circa 145mila toscani infatti, sono in arrivo aumenti sull’aliquota IRPEF regionale, in primis per chi dichiara un reddito lordo annuo compreso tra 50mila e 55mila euro.

È vergognoso che nel momento economicamente più drammatico per la nostra Nazione dal secondo dopoguerra in avanti, la sinistra toscana non trovi niente di meglio da fare che rivedere le aliquote IRPEF, accanendosi esclusivamente contro chi dichiara redditi lordi annui compresi tra 50.000 e 75.000 euro.

Per questi cittadini si registreranno aumenti dello 0,05% – per i redditi compresi tra 50.000 e 55.000 euro – e dello 0,01% – per quelli tra 55mila e 75mila euro – a partire dal 1 gennaio 2022.

Alla fine Giani l’ha spuntata anche stavolta: lo scorso anno infatti, il tentativo di aggredire le tasche del ceto medio toscano – ipotizzato anche allora dal governatore – fu scongiurato dal Partito Democratico, ma stavolta i consiglieri Dem hanno dovuto chinare la testa.

Una manovra, questa voluta da Giani, che porterà nelle casse della Regione circa 450.000 euro, probabilmente da destinare a quel buco della frutto non solo delle spese eccezionali per fronteggiare la pandemia, bensì di una mala gestione ormai più che ventennale.

Passano gli anni, cambiano i governi, ma la sinistra toscana resta sempre fedele alla linea: nessuna pietà per il ceto medio produttivo, le partite e i piccoli imprenditori. In pratica, quei cittadini che mandano avanti la regione e che dovrebbero ricevere incentivi ed aiuti, in Toscana vengono puniti”. Lo dichiara Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale toscana.

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