Italia-Cina: Urso (FdI), apprezziamo nuove misure ma ancora insufficienti

“Apprezziamo la correzione di rotta che il governo sta predisponendo in sede nazionale ed europea sui rapporti con la Cina, ma la posizione resta ancora confusa, convulsa e contraddittoria”. Così il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir, il quale “giudica positivamente la estensione della golden power alle infrastrutture dei 5G, anche se non disponiamo ancora di elementi per giudicarne l’efficacia, tanto più che resta aperta la finestra sulle acquisizioni di imprese ad alta tecnologia”

“Abbiamo anche apprezzato – continua il senatore di FdI – la radicale inversione di rotta sul dossier del partenariato Ue-Usa, la cui precedente posizione ostativa all’azzeramento delle tariffe industriali appariva peraltro assolutamente in contrasto con gli interessi del nostro sistema produttivo, come noi stessi avevamo denunciato nel dibattito in Aula. Ma non è ancora chiara la posizione del governo su altri dossier europei strategici di cui si sta discutendo in queste ore a Bruxelles, come quelli inerenti il piano per rendere l’Europa potenza mondiale nella Intelligenza Artificiale, la creazione di un fondo sovrano europeo a tutela dei settori strategici e le nuove misure per la sicurezza cybernetica e delle reti 5G. E inoltre le proposte in materia di tassazione della economia digitale, tanto più significative alla luce degli accordi che saranno sottoscritti con Alibaba, le misure tese a colmare le lacune esistenti nella legislazione UE al fine di affrontare gli effetti distorsivi delle imprese a proprietà statale straniera e del finanziamento degli aiuti di Stato di cui possono godere e, infine, le nuove norme europee sugli appalti pubblici e per il controllo degli investimenti esteri”.

In merito poi al MOU che tra poche ore sarà firmato “appare del tutto inappropriato il persistere del riferimento a settori strategici quali energia, spazio e telecomunicazioni, cosi come la questione dirimente su chi avrà le “chiavi” dei nostri porti, tanto più che la società cinese indicata per la realizzazione delle opere sembra operi in deroga al codice degli appalti. Va, inoltre, assolutamente chiarito se quanto previsto nel Trattato sull’utilizzo di fori bilaterali per la soluzione di eventuali controversie possa inibire in qualche modo il ricorso dell’Italia agli strumenti di difesa previsti in sede UE e WTO a tutela delle aziende penalizzate da pratiche di concorrenza sleale, che purtroppo proprio la Cina realizza spesso a danno del nostro sistema produttivo. Ricordo che proprio il ricorso tempestivo a questi strumenti, per esempio ai dazi antidumping, ha spesso salvaguardato le aziende e il italiano – dalle calzature al tessile, dalla siderurgia alla meccanica, alla plastica – dalle pratiche sleali realizzate da imprese cinesi” conclude il senatore Urso.

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