IV novembre, Meloni: giornata che ci unisce. Forze Armate si sono sacrificate per difenderci.

Le “Forze armate per difenderci e per la nostra credibilità si sono sacrificate e si sacrificano”.

Lo ha dichiarato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mentre in compagnia del Presidente del Senato La Russa ha attraversato la folla di curiosi e sostenitori che l’hanno salutata e omaggiata a margine della Cerimonia all’Altare della Patria in onore della Giornata delle Forze Armate.

Quella di oggi, ha aggiunto,”e’ una giornata, un momento che ci unisce e che ci unisce anche alle tante persone che si sono sacrificate per difenderci'”.

Il Presidente è ora rientrata a Palazzo Chigi in vista della riunione del Consiglio dei Ministri prevista per oggi.

Redazione
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La Redazione de La Voce del Patriota

4 Commenti

  1. Finalmente sono orgogliosa e felice di vedere questa commorazione!!!!per onorare e ricordare tutti quei soldati che sono caduti per la Patria!!!

  2. Forze armate all’altezza della situazione internazionale con opportuni investimenti anche sul personale congedato da richiamare per aggiornamenti, contrastare l’immigrazione clandestina, presenza in territori di vitale importanza per i nostri rifornimenti energetici, disimpegno da situazioni conflittuali come quelli ucraini che assomigliano sempre ad una guerra civile fra popolazione molto simili e spesso imparentate fra loro.

    • Esattamente, disimpegno da situazioni conflittuali come quella in Europa orientale tra popolazioni imparentate tra loro e non certo con noi. Mi spiace che il mio commento in cui ricordavo che ogni soldato caduto per la Patria ha anche una moglie, figlia o figlio, madre che lo hanno perso e dunque NON bisogna fare la guerra (la presidente del Parlamento Europeo Metsola dalla Annunziata nella televisione italiana parlando in italiano ha detto chiaro “la guerra che facciamo in Ucraina”), sia stato censurato. Meloni non vuol sentire ricordare che per non avere soldati caduti da commemorare non si deve fare la guerra?

  3. La sinistra ha sempre preferito festeggiare altre 2 giornate riguardanti la nostra storia bellica del passato: il 25 aprile e l’8 settembre.
    Il 25 aprile per loro rappresenta la vittoria sul fascismo, anche se per i primi 25 anni avrebbero preferito che in Italia fossero entrate e avessero vinto le truppe dell’Armata Rossa anziché Americani e Inglesi.
    L’8 settembre per loro è il momento che gli italiani si sono rivoltati a Mussolini e ai Tedeschi, ma dimenticano che gli oppositori di sinistra non hanno avuto alcun ruolo, perché l’armistizio è stato ordito da un re pusillanime, che è subito fuggito, e da dei generali incapaci e atterriti sia di fronte agli alleati che ai Tedeschi, armistizio andato in porto con i buoni uffici di Franco, visto che le trattative si sono svolte a Madrid e la cosa è stata sempre nascosta.
    Con buona pace di tutti il 4 novembre segna un giorno dove la vittoria è stata ottenuta con il sacrificio dei soldati italiani ( mio nonno compreso) ma non dai generali, dai governanti meno che meno dallo stesso re di 35 anni dopo.

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