L’8 e il 9 giugno si scrive la storia: l’importanza di un’Europa che vira a destra

In un'intervista rilasciata a Il Tempo, ha ricordato che ci troviamo di fronte a un bivio, tra Europa burocratica ed Europa dei popoli.

Le votazioni dell'8 e del 9 giugno possono essere storiche. Le matite copiative che saranno consegnate ai cittadini europei dietro le urne, sono le armi migliori per portare l'Europa a un vero cambiamento. Una storica virata a destra mai avvenuta all'interno dell'Unione europea. I numeri ci sono tutti, ma dipenderà molto dalle scelte del Partito popolare europeo, che hanno a disposizione i seggi necessari sia per dare continuità all'alleanza con la sinistra degli ultimi quaranta anni, sia per dare ascolto alla ormai sempre più chiara volontà dei popoli europei, in prima linea di quello italiano, di veder rinascere i valori conservatori, di difendere tutti quegli interessi, quei bisogni delle persone comuni, e non delle élite. Difesa che soltanto partiti di destra potranno garantire.

Il bivio: Europa ideologica ed Europa del lavoro

In una lunga intervista rilasciata al Tempo e pubblicata questa mattina, il presidente del Consiglio Giorgia ha rimarcato quanto già dichiarato durante l'evento di sabato in Piazza del Popolo per la chiusura della campagna elettorale: ci troviamo, infatti, di fronte a un “vero e proprio bivio”. Un bivio tra due visioni di Europa: “Da un lato – ha spiegato Giorgia Meloni – un'Europa che in nome dell'ideologia va verso il declino e la desertificazione produttiva, dall'altro un'Europa che sostiene l' reale e chi produce e chi lavora, da un lato un'Europa debole e incapace di incidere, dall'altro quella forte è protagonista sugli scenari internazionali; da una parte un'Europa super-Stato burocratico, dall'altra quella dei popoli e delle Nazioni. Da una parte un'Italia rassegnata a un ruolo da comprimaria, dall'altra un'Italia forte, orgogliosa e credibile, che può davvero cambiare l'Europa”.

Obiettivo destra

Insomma, un'Europa nuova, diversa da quella degli ultimi anni, non più quella che pretende “di imporci cosa dobbiamo mangiare, quale auto guidare, in che modo ristrutturare la nostra casa, quali abiti indossare e magari anche cime scrivere e pensare. Noi vogliamo un'Europa forte e autorevole, che faccia meno cose ma le faccia meglio. Che si occupi cioè dei grandi temi come la estera e la sicurezza comune, le catene di approvvigionamento, il contrasto all' illegale e le relazioni commerciali”. Per fare ciò, è necessario creare una nuova coalizione alternativa a quella che ha governato l'Europa fino ad oggi. Un'alleanza di partiti di destra, dai valori conservatori e identitari, com'è oramai palese richiesta della maggior parte dei popoli europei: “Vogliamo fare – ha spiegato la leader di Fratelli d'Italia – esattamente quello che abbiamo fatto in Italia il 25 settembre 2022. Per me “mai con la sinistra” vale a Roma come a Bruxelles. Noi siamo stati e saremo sempre con il popolo di centrodestra, e questo schema intendiamo portarlo anche in Europa”.

Modello Italia

L'obiettivo è dunque chiaro creare una coalizione di centrodestra capace di governare, proprio su modello di quanto fatto in Italia: Fratelli d'Italia ha infatti avuto l'occasione per dimostrare che creare un'alleanza di destra non è impossibile, e non è neppure un pericolo per la democrazia. Gli unici ancora a pensarlo sono gli esponenti della sinistra italiana, ma per il resto l'intera Europa si è ricreduta e non cede più alle voci dei detrattori. Un'alleanza di destra, una Commissione europea conservatrice è possibile: “Credo che oggi in molti guardino all'Italia come a un modello” ha aggiunto Giorgia Meloni, dicendosi “convita che si possa trovare una sintesi virtuosa tra Partito popolare europeo, Conservatori e altre forze politiche di destra”.

Le priorità per la nuova Europa

Infine, il Presidente del Consiglio italiano si è rivolto direttamente agli elettori, invitando gli italiani a “scegliere in coscienza chi reputano più adatto a difendere gli interessi nazionali in Europa e a far crescere e prosperare l'Italia”. Il lavoro è indubbiamente tanto: c'è da risollevare le sorti di un intero continente, affossato economicamente, socialmente, culturalmente dalle teorie woke, green, no-border che la sinistra ha convintamente sposato. Meloni è chiara e sceglie le tre priorità di Fratelli d'Italia in Europa: “Puntare sulla crescita economica e il lavoro, garantire sicurezza ai cittadini anche grazie alla difesa dei nostri confini, sostenere le famiglie e la per contrastare l'inverno demografico europeo”.

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La Redazione de La Voce del Patriota
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