La fattura elettronica, questa sconosciuta che sta per travolgerci

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Informazionefiscale.it, tre mesi fa fece un sondaggi per comprendere chi fosse favorevole e chi contrario alla fattura fiscale, e in base alle risposte ottenute divise la platea degli interessati in tre macro categorie:

  • Favorevoli, ma che ne vorrebbero l’introduzione con un percorso graduale che comporterebbe facoltà per il 2019 e solo in seguito l’obbligatorietà;
  • Contrari;
  • Favorevoli.

Dal punto di vista numerico, il sondaggio, sebbene non fosse in chiave statistica, si è concluso con un clamoroso NO, pari al 90% dei voti espressi. Paladina dei contrari all’introduzione della fattura elettronica, almeno sotto un certo importo che potrebbe essere quello dei 10.000, è Giorgia , presidente e fondatrice di Fratelli d’Italia. Per Giorgia , come al solito, sarebbero i piccoli e piccolissimi contribuenti a venire penalizzati dovendo assolvere obblighi molto complessi rispetto a spesso modestissimi guadagni. La rivoluzione elettronica che si richiede non è da poco, soprattutto in una società non così digitale come la nostra, dove internet ha fatto il suo ingresso trionfale solo da una manciata di anni, e dove per esempio una pec (posta elettronica certificata) non è posseduta dalla maggioranza degli utenti, che probabilmente non sa nemmeno cosa sia. L’obbligatorietà della fattura elettronica fra privati non tiene conto della realtà fattuale e creerà per le piccole realtà economiche grosse difficoltà organizzative e aggravi o di costi. L’obbligatorietà inoltre, per tali piccole realtà, finisce anche con limitare la libertà dell’organizzazione del proprio lavoro. Quindi diciamo no alla fattura fiscale, o almeno vediamone l’introduzione diluita nel tempo a cominciare con chi ha giri d’affari almeno superiori ai 500.000 euro. Intanto, qui sotto, vi diamo qualche informazione giusto perché se ancora non ce l’avete, vi facciate un’idea.

Quello che devi sapere sulla fattura elettronica

Da quando andrà in vigore la fattura elettronica?
Dal 1° gennaio 2019 tutte le fatture emesse, a seguito di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia, potranno essere solo fatture elettroniche.
Sono previsti degli aiuti?
Per supportare gli operatori Iva, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione diversi servizi gratuiti per predisporre agevolmente le fatture elettroniche, per trasmetterle e riceverle, per conservarle nel tempo in maniera sicura e inalterabile nonché per consultare e acquisire la copia originale delle fatture elettroniche correttamente emesse e ricevute.
Chi ha l’obbligo di utilizzare la fattura elettronica?
L’obbligo di fattura elettronica, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, vale sia nel caso in cui la cessione del bene o la prestazione di servizio è effettuata tra due operatori Iva (operazioni B2B, cioè Business to Business), sia nel caso in cui la cessione/prestazione è effettuata da un operatore Iva verso un consumatore finale (operazioni B2C, cioè Business to Consumer). Sono esclusi dall’obbligo di emissione di fattura elettronica i soggetti passivi che rientrano nel “regime di vantaggio”, quelli che applicano il “regime forfettario” e con un emendamento in corso di approvazione in Parlamento, dovrebbero essere esclusi anche i medici, i farmacisti e gli psicologi.

In cosa differisce la fattura elettronica da quella vecchio tipo?
La fattura elettronica si differenzia da una fattura cartacea, in generale, solo per due aspetti:
va necessariamente redatta utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone
deve essere trasmessa elettronicamente al cliente tramite il c.d. Sistema di Interscambio (SdI).
Attenzione, se la fattura viene predisposta ed inviata al cliente in forma diversa da quella XML ovvero con modalità diverse dal Sistema di Interscambio, tale fattura si considera non emessa, con conseguenti sanzioni, a carico del fornitore e con la impossibilità di detrazione dell’Iva a carico del cliente.
È consentito emettere fattura elettronica a un soggetto (impresa o persona fisica) non residente in Italia?
No. Tuttavia per le operazioni con l’estero vi è l’obbligo di comunicazione dei dati con il nuovo adempimento c.d. “esterometro”.
Un soggetto obbligato alla fattura elettronica può affidarsi ai servizi dell’Agenzia delle Entrate?
Sì. Può rivolgersi al servizio gratuito “Fatture e corrispettivi” dell’Agenzia. “Fatture e corrispettivi” è un’area del sito www.agenziaentrate.gov.it, rivolta a imprese e professionisti (soggetti titolari di partita IVA), che offre servizi per: – generare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche (verso PA e verso clienti privati, art. 1, comma 3, del d.lgs. n. 127/2015); – trasmettere e consultare i dati delle fatture emesse e ricevute (il “nuovo spesometro”) all’Agenzia delle Entrate (art. 21 del decreto legge n. 78/2010); – trasmettere e consultare i dati delle comunicazioni trimestrali di liquidazione periodica Iva (art. 21-bis del d.l. n. 78/2010); – trasmettere e consultare i dati dei corrispettivi.

Quali sono i vantaggi della fattura elettronica?
La fatturazione elettronica innanzitutto permette di eliminare il consumo della carta, risparmiando i costi di stampa, spedizione e conservazione dei documenti. Quest’ultima può essere eseguita gratuitamente aderendo all’apposito servizio reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate. Inoltre, potendo acquisire la fattura sotto forma di file XML (eXtensible Markup Language), è possibile rendere più rapido il processo di contabilizzazione dei dati contenuti nelle fatture stesse, riducendo sia i costi di gestione di tale processo che gli errori che si possono generare dall’acquisizione manuale dei dati. Infine, essendo certa la data di emissione e consegna della fattura (poiché la stessa viene trasmessa e consegnata solo tramite SdI), si incrementa l’efficienza nei rapporti commerciali tra clienti e fornitori.

Che cosa è il Sistema di Interscambio o Sdi?
Il Sistema di Interscambio è una sorta di “postino” che svolge i seguenti compiti:
verifica se la fattura contiene almeno i dati obbligatori ai fini fiscali (art. 21 ovvero 21-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633) nonché l’indirizzo telematico (c.d. “codice destinatario” ovvero indirizzo PEC) al quale il cliente desidera che venga recapitata la fattura
controlla che la partita Iva del fornitore (c.d. cedente/prestatore) e la partita Iva ovvero il Codice Fiscale del cliente (c.d. cessionario/committente) siano esistenti.
In caso di esito positivo dei controlli precedenti, il Sistema di Interscambio consegna in modo sicuro la fattura al destinatario comunicando, con una “ricevuta di recapito”, a chi ha trasmesso la fattura la data e l’ora di consegna del documento.
Cosa fa il Sistema di Interscambio quando riceve una fattura?
Come anticipato, le fatture elettroniche vanno sempre inviate ai propri clienti attraverso il SdI (Sistema di Interscambio), altrimenti sono considerate non emesse. Una volta che il file della fattura elettronica è stato trasmesso al SdI, quest’ultimo esegue alcuni controlli e, se tali controlli sono superati, trasmette il file all’indirizzo telematico presente nella fattura. I tempi in cui il SdI effettua le operazioni di controllo e consegna della fattura possono variare da pochi minuti ad un massimo di 5 giorni nel caso in cui è molto elevato il numero di fatture che stanno pervenendo al SdI in quel momento.
Quali controlli esegue lo Sdi sulla fattura elettronica?
verifica che siano presenti almeno le informazioni minime obbligatorie previste per legge (art. 21 ovvero 21-bis del Dpr n. 633/1972), cioè – in generale – gli estremi identificativi del fornitore e del cliente, il numero e la data della fattura, la descrizione della natura, quantità e qualità del bene ceduto o del servizio prestato, l’imponibile, l’aliquota e l’Iva
verifica che i valori della partita Iva del fornitore (cedente/prestatore) e della partita Iva oppure del Codice Fiscale del cliente (cessionario/committente) siano esistenti, cioè presenti in Anagrafe Tributaria
verifica che sia inserito in fattura l’indirizzo telematico dove recapitare il file, cioè che sia almeno compilato il campo «Codice Destinatario»
verifica che ci sia coerenza tra i valori dell’imponibile, dell’aliquota e dell’Iva (ad esempio, se l’imponibile è 100 euro, l’aliquota è 22%, l’Iva sia di 22 euro).
Nb. SdI controlla inoltre che il file della stessa fattura elettronica non sia stato già inviato (duplicato).

Fattura elettronica non corretta: La ricevuta di scarto
Se uno o più dei controlli sopra descritti non va a buon fine, il SdI “scarta” la fattura elettronica e invia al soggetto che ha trasmesso il file una ricevuta di scarto all’interno della quale sarà anche indicato il codice e una sintetica descrizione del motivo dello scarto (per spiegazioni più dettagliate di tali motivi si rimanda alle specifiche tecniche allegate al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018). La ricevuta di scarto viene trasmessa dal SdI alla medesima PEC o al medesimo canale telematico (FTP o Web Service) da cui ha ricevuto la fattura elettronica. Inoltre, la ricevuta di scarto viene sempre messa a disposizione nell’area autenticata “Consultazione Monitoraggio dei file trasmessi” del portale “Fatture e Corrispettivi”, sia quando viene inviata con il servizio online del medesimo portale, sia quando viene inviata con la procedura web o l’App Fatturae gratuite sia quando la fattura viene inviata con PEC o canale telematico.
ATTENZIONE: Per tutte le fatture elettroniche inviate a privati (altri operatori Iva o consumatori finali), il SdI accetta anche file non firmati digitalmente. Nel caso in cui, però, il file della fattura elettronica sia firmato digitalmente, il SdI esegue controlli sulla validità del certificato di firma.
Dette queste poche cose, qualora siate voi a dovervi interessare dell’emissione delle vostre fatture elettroniche, vi rimandiamo al sito dell’Agenzia delle entrate dove è a vostra disposizione una guida molto dettagliata. E armatevi di tanta, tanta pazienza…

RK Montanari
RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.
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