La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

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Tutto è iniziato quando l’Assemblea Generale dell’ONU ufficializzò la data scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell’incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenuto a Bogotà nel 1981. A sua volta la data per quell’incontro era stata scelta per celebrare il ricordo del brutale assassino delle tre sorelle Mirabal, fatte uccidere nel 1960 dal dittatore Leonidas Trujillo, nella Repubblica Dominicana. Le tre poverette si stavano recando presso un carcere locale a trovare i mariti, detenuti per motivi politici, quando furono bloccati sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.
A seguito di tutto ciò, Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, ha istituito la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, volta appunto a sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti dei tanti crimini violenti che vedono in tutto il mondo, anche nei Paesi considerati moderni e civili, le donne come vittime predestinate.
Allarmanti le cifre presentate dall’ONU in questa occasione. Da ricerche fatte risulta che al mondo 1 donna su 3 nella sua vita è vittima di violenza fisica o sessuale, spesso perpetrate da persone vicine o addirittura in famiglia. Soltanto il 52% delle donne sposate o in coppia opera scelte autonome riguardo problematiche strettamente personali, come ad esempio la propria sessualità, la contraccezione e altre scelte riguardanti la propria salute.
Riguardo alla tratta degli esseri umani, poi, il 71% è composto da donne e ragazze, 3 su 4 già sfruttate o destinate ad essere sessualmente sfruttate. La violenza sulle donne, nel mondo, è causa di morte e di disabilità al pari del cancro, e causa più problemi di salute di incidenti stradali e malaria messi assieme. In più, l’ONU ha puntato il dito contro un fenomeno sempre esistito ma che oggi è giornalmente nelle pagine di cronaca nera dei nostri quotidiani: il femminicidio, da notare che di questi uno su due è perpetrato all’interno della famiglia, il più delle volte dal partner.
Ad occuparsi per l’ONU della violenza sulle donne, ci pensa direttamente l’UNICRI (Istituto internazionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia). Lo scopo è quello di contrastare la violenza di genere, affrontare i fattori di vulnerabilità e di responsabilizzare le donne nella consapevolezza dei propri diritti. In passato, l’UNICRI ha realizzato l’ International Crime Victimization Survey (ICVS), uno strumento di ricerca unico che è stato considerato per anni una fonte primaria di politiche e azioni informate. L’UNICRI ha quindi lavorato alla prima indagine a livello UE sulla violenza contro le donne , mirando a far fronte alla mancanza di dati comparabili e completi sulla violenza contro le donne nei paesi dell’UE (2010-2011). Un progetto di ricerca, volto a valutare le conseguenze della crisi economica nel bacino del Mediterraneo sui diritti delle donne e la disuguaglianza di genere , con particolare attenzione alla violenza domestica, alla discriminazione, all’accesso alla giustizia e al servizio sociale è stato implementato dall’Istituto (2013-2014).
Negli ultimi dieci anni, diversi progetti di ricerca applicata e di assistenza tecnica per contrastare e prevenire la tratta di donne e ragazze a fini di sfruttamento sessuale sono stati attuati in Repubblica ceca, Costa Rica, Germania, Italia, Nigeria, Polonia, Tailandia, Filippine e Ucraina. L’Istituto ha fatto luce sulle pratiche voodoo come metodo di coercizione sulle donne e sulla tratta di persone nelle operazioni di sostegno alla pace (2002).
Nel 2016 UNICRI ha condotto una valutazione delle iniziative locali e internazionali per contrastare la tratta di persone e il traffico di migranti nel Nord Africa (con particolare attenzione a Marocco, Tunisia, Algeria ed Egitto). I risultati hanno mostrato che mentre le risorse significative sono investite sul controllo, viene fatto troppo poco per fornire una protezione efficace alle potenziali vittime e ai minori non accompagnati o separati.
L’UNICRI sta promuovendo l’integrazione della dimensione di genere nelle strategie per prevenire e contrastare l’appello all’estremismo violento e al terrorismo . Come membro della Task Force per l’attuazione del controterrorismo delle Nazioni Unite, l’Istituto contribuisce all’attuazione di sforzi coordinati e coerenti in tutto il sistema delle Nazioni Unite per prevenire e contrastare il terrorismo. L’integrazione di una dimensione di genere è una componente cruciale nella lotta contro l’estremismo violento. In questo contesto, UNICRI sta conducendo un progetto con le comunità locali nella regione del Sahel Maghreb, che mira anche a potenziare le donne, tutelare i loro diritti e renderli agenti di cambiamento .
Rafforzare il ruolo delle donne nell’applicazione della legge è un’ulteriore area di lavoro dell’UNICRI, nonché promuovere politiche e interventi di genere nei campi della criminalità e della prevenzione e del recupero dalla droga. (Fonte UNICRI)
“Stigma, stereotipi e sfruttamento criminale: in troppi luoghi la violenza contro le donne e le ragazze non viene affrontata. Ovunque è una cicatrice per le nostre comunità.
Troppo spesso la violenza non viene denunciata a causa dell’impunità e della paura che la circonda questo crimine.
Le conseguenze degli abusi contro le donne durano per sempre. Non dobbiamo trascurare le richieste di aiuto ed essere pronti a dare sostegno e rifugio prima che sia troppo tardi.
Ascoltare di più, prevenire e abbattere il muro di silenzio per costruire una società equa e libera da criminalità e violenza.”
Messaggio della Direttrice dell’UNICRI, Bettina Tucci Bartsiotas in occasione del 25 Novembre 2018
#HearMeToo #OrangeTheWorld

RK Montanari
RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.
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