“La lira di Bibbiena’, l’iniziativa del comune in provincia di Arezzo che riporta la ‘lira’, ma solo nelle botteghe cittadine

“La lira di Bibbiena”, così si chiama la moneta digitale del comune in provincia di Arezzo, protagonista dell'iniziativa volta alla promozione del commercio di prossimità della cittadina toscana presentato questa mattina dal Sindaco Filippo Vagnoli in sala Nassyria in . Sono 250 le famiglie di Bibbiena che possono usufruire di questi ‘buoni' emessi dal comune e destinati a specifici nuclei familiari, da utilizzare solo nelle piccole botteghe e non nei grandi centri commerciali. Un modo per aiutare le piccole realtà commerciali consentendo anche ai nuclei meno abbienti di acquistare prodotti di qualità che difficilmente acquisterebbero.

“Quando il sindaco di Bibbiena è venuto a raccontarmi di questo progetto, sono rimasta molto colpita perché costituisce un esempio eccezionale di valorizzazione dei territori e di ripopolazione dei piccoli centri che sono il cuore pulsante della nostra tradizione”, spiega la senatrice di Fratelli d'Italia Simona Petrucci, promotrice della conferenza di presentazione dell'iniziativa. “Oltre al grande valore culturale, sociale ed economico, l'iniziativa rappresenta anche l'occasione per ricordare il valore che ha avuto la lira nella nostra storia”.

Ad intervenire è stato anche il senatore di Fratelli d'Italia Antonio Iannone, che ha aggiunto: “Non posso che complimentarmi per questa idea intelligente e semplice, che racchiude aspetti culturali ed economici importanti. Rispetto alla pessima riuscita di misure come il reddito di cittadinanza, in cui si sono usate moltissime riscorse per mero essenzialismo che non ha prodotto nulla, questo progetto favorisce un circuito virtuoso che coniuga solidarietà e rilancio economico, valorizzazione dei territori e delle eccellenze locali. Un modello assolutamente da replicare”.

Ma c'è anche un significativo collegamento con il , come sottolinea il senatore Bartolomeo Amidei, presidente dell'intergruppo parlamentare del Made in Italy: “I piccoli borghi sono un valore aggiunto fondamentale del nostro Bel Paese oltre che i principali promotori del Made in Italy. Per il governo la tutela e promozione delle specificità territoriali sono elementi centrali per il rilancio della nostra Nazione”. E conclude: “Gli spunti emersi da questo progetto sono molto interessanti e come rappresentanti del governo ci impegneremo per far modo che iniziative così vengano esportate in altri territori”.

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