La Meloni non piace alla finanza globalista.

Un articolo di Bloomberg attacca la leader di FDI

Deve fare non poca paura l’irrefrenabile ascesa di Fratelli d’Italia, in certi ambienti. La coerenza granitica di Giorgia Meloni e la sua capacità di avanzare proposte politiche serie e concrete, infatti, stanno premiando e ripagando tutti gli sforzi: quello che nel 2012 era un piccolissimo movimento di patrioti, è oggi il primo partito della Nazione, secondo gli ultimi sondaggi di SWG per Tg La7 sull’orientamento di voto, con un 22.9% di preferenze. Vola, quindi, FDI nel gradimento degli Italiani e stacca di netto gli altri partiti: +1.6 sul PD, +7.3 sulla Lega, +10.3 sul M5S, +15.3 su Forza Italia.

Numeri alla mano, diventa possibile ora quella ipotesi che fino a qualche mese fa nessuno avrebbe preso minimamente in considerazione: Giorgia Meloni potrebbe arrivare a Palazzo Chigi nelle elezioni politiche del 2023.  Ecco, dunque, che l’establishment di mezzo mondo comincia a tremare, perché la leader di Fratelli d’Italia e del Partito dei Conservatori e Riformisti Europei alla guida dell’Italia, un Paese chiave negli equilibri dell’UE, nell’Alleanza Atlantica e nel Mediterraneo, potrebbe davvero riscrivere la storia degli ultimi 30 anni.

Ne è una chiara dimostrazione l’articolo apparso oggi su Bloomberg, uno dei siti di riferimento della finanza globalista, che definisce Giorgia Meloni come “la donna che potrebbe portare l’Italia all’estrema destra”, perché “ora è la favorita per la successione a Mario Draghi.”

Oltre agli appellativi fuori dal tempo con i quali viene descritto il partito e la sua leader, tipici di una retorica della sinistra globalista senza migliori argomenti ai quali appellarsi, la Meloni, definita (forse con un complimento non voluto) “l’unica vera star politica non contaminata dalle macchinazioni del sistema”, viene duramente attaccata anche sul piano personale, mettendo in evidenza – senza polemica ma con chiarezza – il suo essere una madre non sposata che, tuttavia, pretende di difendere i valori cristiani e la famiglia tradizionale. Sul piano politico, viene criticata la sua posizione apertamente contraria all’immigrazione illegale e la sua avversione per il progetto federalista europeo.

“Personaggio sorprendente nella cultura italiana del machismo tossico”, Giorgia Meloni è tuttavia una donna che non sembra meritare il rispetto di quelle che potremmo definire femministe a comando, ossia di chi si ricorda delle battaglie per la parità di genere solo quando sotto la lente d’ingrandimento di certa stampa e di certa politica, quella fatta di discriminazioni e insulti, ci sono alcune donne, ma certamente non Giorgia Meloni né le altre leader della destra conservatrice nel mondo.

Non poteva mancare il richiamo alla posizione di Giorgia Meloni sull’aborto, definito dalla leader di FdI come una sconfitta per la società, poiché tra i menestrelli della globalizzazione c’è spazio solo per promuovere la cultura della morte, a partire dalla battaglia per la liberalizzazione della droga, passando per la legge sull’eutanasia e sulla pillola abortiva. Non c’è spazio per celebrare la sacralità della vita, non si deve raccontare la bellezza e la grandezza del creato perché chi crede in qualcosa, chi ha fede e speranza è più difficile da dominare. E proprio perché non sembrano riuscire a dominarla, ecco quindi che Giorgia Meloni deve essere fermata.

Torna, così, puntuale come un orologio svizzero, lo spauracchio del “panico nei mercati internazionali” e le indicazioni chiare per evitare la vittoria di FdI alle prossime elezioni: “una riscrittura della legge elettorale italiana a favore di una rappresentanza più proporzionale potrebbe ridurre notevolmente le possibilità della Meloni”. In estrema sintesi, la finanza globalista ci dice non solo chi bisognerebbe votare, ma vorrebbe spiegarci anche come. Con un disprezzo malcelato, si specifica anche che per vincere, la Meloni dovrebbe conquistare i voti della classe imprenditoriale del nord Italia, compito difficile per “una donna cresciuta in un quartiere popolare di Roma”.

Retorica, disprezzo, minacce. Un copione già visto e rivisto in questi anni, che tuttavia non ha saputo minimamente intralciare la marcia vittoriosa di Giorgia Meloni, sempre più apprezzata in patria e all’estero. Spaventa davvero, questa giovane donna dalla volontà di ferro, perché si batte contro le speculazioni della grande finanza, che vorrebbe annientare gli Stati nazionali, le identità, la storia. Ci dicono che la diversità è un valore, ma non lo pensano. Il “meticciato”, il multiculturalismo, questo professano, ossia la perdita di tutte le differenze in favore di un’unica grande cultura globalista. Giorgia Meloni si batte, invece, per la difesa dell’economia reale, per i diritti e per la sopravvivenza di quel tessuto produttivo che non risponde a multinazionali e circuiti finanziari. Si batte per rinsaldare il legame millenario tra i Popoli europei, perché l’Europa non sia una semplice espressione geografica o un gigante burocratico dai piedi di argilla, ma l’Europa delle Patrie, davvero unita nella diversità.

Una medaglia andrebbe data a chi difende gli interessi nazionali italiani e il popolo italiano. Onore andrebbe reso a chi con coraggio e determinazione, è ancora pronto “a difendere non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto”.

La strada di Giorgia Meloni è certamente in salita, ma la meta è chiara e a portata di mano. “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.”

Leo Valerio Paggi
Leo Valerio Paggi
Leo Valerio Paggi per La Voce del Patriota.

6 Commenti

  1. senza offesa ma i tuoi articoli sono un fritto misto in cui gli argomenti e le argomentazioni sono buttati come in un calderone senza un ordine logico ed un collegamento strutturale, ti invito cortesemente a fare un pò meglio.

  2. A me l’articolo è piaciuto molto. Sottolinea tutto il valore di Giorgia e come per i globalisti la crescita di Fratelli d’Italia sia un fatto sgradito al quale non sanno contrapporre altro che definizioni ormai stantie (“estrema destra”) e proporre soluzioni già sentite (“legge elettorale proporzionale”) per ridurre le possibilità di maggioranza per Giorgia. Se le elezioni saranno mantenute al 2023 e non ci sarà utilizzo del voto elettronico (con il quale le frodi sono semplicissime), finalmente l’Italia con Giorgia potrà avere un governo serio, che fa gli interessi del popolo, dei lavoratori, degli imprenditori, delle mamme, delle famiglie, della vita.

  3. Mi sembra che i partiti, i governanti di oggi abbiano più a cuore le loro tasche che il popolo. Si dice che siamo in democrazia, ma sono decenni che non votiamo ed abbiamo voglia di cambiare, abbiamo voglia di onestà, di leggi comprensibili, di legalità. Vogliamo poter protestare contro un governo inetto, dove si manda al confino Stefano Puzzer , solo perché ha protestato in piazza, senza offendere nessuno, solo perché si è attenuto alla Costituzione. Costituzione; quante volte negli ultimi anni è stata calpestata? Bisogna cambiare il sistema o rimarremo schiavi per sempre.

  4. Si dovrà fare attenzione,temo,alla solita manovra portata ,tempestivamente,in extremis,da certi Magistrati che hanno il compito di dissuadere,di far girare bandiera con intimidazioni (=processi) a chi(ovviamente nella parte “destra.conservatrice”) cresce troppo nelle opinioni popolari ,diventando un pericolo per la perenne egemonia dei governanti sinistrorsi.Mi sembra,se non sbaglio,che fu così per Berlusconi (con il pretesto di uno “spread” altissimo….. e con le sue “orgette” private) e Salvini (processi per il sequestro dei migranti…).Di fatto questi due politici che partirono pieni di entusiasmo per servire e difendere gli Italiani si sono intruppati nell’ammucchiata dei peggiori ,schiava della volontà di Draghi,Speriamo non accada lo stesso anche alla Meloni!!!!

  5. DA UN CERTO VERSO, HA RAGIONE IL PATRIARCA DI MOSCA, CIRILLO, NEL SOSTENERE CHE L’OCCIDENTE, IN CUI SPADRONEGGIANO GLI ABOMINEVOLI POTERI FORTI, COSTITUISCE L’INCARNAZIONE DEL MALE UNIVERSALE !!!

  6. L’unica cosa che forse ci salverà dal fare la fine degli europei di Haiti alla fine dell’ottocento è che i nuovi arrivati sono divisi tra di loro e se ci dovessero essere scontri etnici molti di loro sarebbero dalla nostra parte.
    M il pericolo permane. Di quei fatti di Haiti se ne parla poco come non si parla dei Martiri di Kindu del 1960 in Gongo.
    Il pericolo di fare la fine dell’Impero Romano esiste ed è reale ma sembra non interessare l’alta finanza internazionale che pensa solo ai suoi soldi e a far vendicare antichi torti dai suoi protetti condannandoci alla sottomissione della “Cancel culture” e dai suoi alleati di ogni provenienza e interessi.
    Questi vogliono farci del male, molto male e non sono solo i finanzieri ma anche religiosi che con diabolica ostinazione promuovono la nostra prossima rovina rivestendola di bontà divina e volere di Dio.
    Questi tizi vanno combattuti perché vogliono distruggerci e sono pieni di odio verso di noi.
    Hanno in mano il potere, la ricchezza e le armi ma non potranno farci tacere ne vietare che le nostre teste continuino a ragionare. Loro ingannano e questa e la caratteristica principale del Maligno.
    Gallozzi Ferdinando

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