La Russia sta promuovendo politiche aggressive nei confronti di Finlandia e Lituania?

Da tempo ormai la Russia ha deciso di rendersi nota nello scenario globale con un'immensità di politiche mirate a destabilizzare gli equilibri internazionali: molte di queste sono provocatorie e mirano a destabilizzare i paesi europei, specialmente se confinanti ed avversi alle decisioni militari del Cremlino, come nel caso dell'Ucraina.

La Lituania e la Finlandia sembrano essere ora nel mirino del paese eurasiatico, il quale vorrebbe modificare le frontiere tra i due stati a livello marittimo: insomma, una netta istigazione nei confronti di due paesi sovrani, a dispetto di chi diceva che l'espansionismo russo si sarebbe fermato all'Ucraina, quest'ultima decisione dimostra totalmente il contrario. Comunque sia, l'invasione dei territori ucraini rimane ingiustificabile a priori, di conseguenza i paralleli precedenti rischierebbero – talvolta anche inconsciamente – di giustificare un'azione militare ad ampio raggio come quella portata a termine dalla Russia.

Praticamente, la decisione del Governo Putin, sarebbe quella di istituire nuove basi alle pendici delle isole finlandesi di Zelenogradsk e Baltiysk: il nuovo progetto di espansione dovrebbe cambiare i confini marittimi della Russia, dovuti ad un cambio nei confini esterni del mare territoriale. Il tutto ovviamente a spese dei suoi vicini, che si sentirebbero opportunamente minacciati da una presenza sempre più soffocante di Mosca in territori che plausibilmente neppure le appartengono.

Ancor più assurdo è il disegno e la giustificazione con cui la Russia vorrebbe portare avanti questa sua nuova “Campagna Espropri”: secondo l'attuale esecutivo di Putin, i confini non corrisponderebbero alla situazione geografica attuale, come se la Russia fosse stata promossa in qualità di Geografo esperto mondiale di confini, vista poi la sua sfilza di dubbie decisioni potremmo asserire totalmente il contrario. Ma la questione non finisce qui, perché la ragione di quello che sembra uno dei tanti capricci post-sovietici, risiede proprio nella ridicola pretesa che i confini stabiliti nel XX secolo non consentano di determinare il confine esterno delle acque interne alla Russia, che con la scusa sembra interessata ad accaparrarsele senza “Passare dal via”.

In sostanza, sembra che l'Oligarchia russa giochi su due piattaforme diverse: sì, il Monopoli e Risiko. Tuttavia, considerando le sue controverse priorità, dopo essersi divertito a stilare piani che non stanno né in cielo, né in terra e figuriamoci se in mare, il Cremlino sembra aver voglia di prendere anche una laurea internazionale ad honorem in Cartografia. Atteggiandosi come se il titolo precedente potesse risultare come  una valida giustificazione per cambiare totalmente i paradigmi dell'Europa e dell'Occidente. Il timore è che di questo passo, Putin possa anche pretendere di rigirare l'asse terrestre dopo essersi svegliato furioso e indolenzito.

Fosse la il modo efficace per indicare il problema, il mondo sarebbe sicuramente un posto più allegro – magari non migliore – ma in casi come questo servirebbe un intervento degli enti internazionali preposti per far comprendere al Presidente russo, Vladimir Putin, che il suo piano è del tutto irrealizzabile e per nulla omologato con la visione europea ed occidentale dei confini.

Il punto è che sulla provocazione si basano ormai quasi tutte le politiche russe, ne abbiamo avuto la prova con l'incitamento verso l'Occidente a confrontarsi sul campo con una vera e propria guerra: altro che incontri per la pace con la Cina di Xi Jin Ping. Questa è la dimostrazione reale che la Russia non ha intenzione di cedere nei propri intenti e che se necessario è ben disposta ascontrarsi con chiunque si trovi sulla sua medesima strada.

Piuttosto evidente che a questo punto la Finlandia e la Lituania faranno in modo che i loro territori rimangano intatti, al fine di evitare una possibile escalation dell'espansione russa, che sembra voler dettare il proprio dominio anche in acque non pertinenti, trasformandole in zone interne.

Gabriele Caramelli
Gabriele Caramelli
Studente universitario di scienze storiche, interessato alla politica già dall’adolescenza. Precedentemente, ha collaborato con alcuni Think Tank italiani online. Fermamente convinto che “La bellezza salverà il mondo”.
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