La Scozia chiede scusa alle streghe

Dal 1563 al 1736 il governo inglese, adottando il Witchcraft Act (“atto sulla stregoneria”), uccise 3.837 persone, processate perché ritenute streghe (l’84% erano donne), due terzi delle quali sono state giustiziate e bruciate. Solo a Salem, colonia inglese nel Massachusetts, dove scoppiò una psicosi collettiva, furono accusate 300 persone e ne furono uccise 19.

La Regione che più si distinse per questi atti efferati fu la Scozia, che nel perseguitare le maestre birraie creò l’iconografia della strega descrivendo come segni di riconoscimento demoniaci i loro strumenti di lavoro: la scopa fuori dalle case in realtà segnalava che la birra era in vendita, il calderone era utilizzato per prepararla, il gatto serviva a tenere lontani i topi, il cappello era un segno di distinzione rispetto agli altri venditori al mercato.

Il commercio delle “alewives” – donne che producevano birra a bassa gradazione per ovviare alla scarsa qualità dell’acqua – era diventato così fiorente che si volle trovare una scusa per estrometterle.

Da qui poi prese piede la disumana abitudine di perseguitare donne che per futili motivi (troppo litigiose, con cicatrici o semplicemente con qualche abitudine diversa da quelle dei vicini) potevano essere ritenute possedute dal diavolo.

Le malcapitate subivano torture indicibili, come unghie strappate via, aghi contro la pelle, privazione del sonno. La maggior parte cedeva e confessava di praticare la stregoneria e l’occultismo, pur di non subire altre sevizie. Dopo l’ammissione di colpevolezza venivano strangolate e poi condotte al rogo, perché i loro corpi bruciassero e non fosse concessa loro una degna sepoltura.

Dopo aver giustiziato nell’arco di tre secoli cinque volte più persone che altrove in Europa, la Scozia ha oggi il coraggio di chiedere scusa e di portare in Parlamento un disegno legge per riabilitare le vittime, che non sono più da considerare come armi del demonio ma essere umani torturati ed assassinati in nome di una follia collettiva.

Meglio tardi che mai.

Cinzia Pellegrino
Coordinatore Nazionale del Dipartimento Tutela Vittime di FDI

1 commento

  1. faranno lo stesso con i dissidenti che non vogliono fare le cavie usando i vaccini di regime (Pfizer, moderna ecc.)

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