domenica, Settembre 27, 2020

La Terza Repubblica metterà a rischio l’Unità Nazionale?

Dal caos successivo alle elezioni politiche del 4 marzo potrebbe nascere un nuovo ordine che tutti chiamano Terza Repubblica, ma che dietro il nome dalle grandi speranze rischia di celare lo scioglimento dell’Unità d’Italia.

Fantapolitica? Per la prima volta nella storia post-unitaria dell’Italia sono al governo due forze che hanno precedentemente messo in discussione l’Unità Nazionale. Una la Lega, che ha voluto nel contratto – programma, firmato con i grillini, una spinta regionalista marcatamente autonomista; l’altra, il Movimento 5 Stelle, a rappresentare il Sud che in cambio riceverà un nuovo sistema di assistenzialismo chiamato Reddito di Cittadinanza. Le posizioni della Lega sono conosciute ai più, ma forse non tutti ricordano che Beppe Grillo nel 2014 ha duramente attaccato lo Stato Nazionale preconizzando appunto la divisione in macroregioni. 

Sul suo Blog il garante M5s definiva l’Italia: “un’arlecchinata di popoli, di lingue, di tradizioni che non ha più alcuna ragione di stare insieme“. E rispondeva, malcelando l’entusiasmo, che se non si fosse trattato di sole parole, sarebbe stata una battaglia comune.

Non è uno schema nuovo. La Lega di Bossi-Miglio prevedeva l’Italia divisa in macroregioni o cantoni: al nord Padania, al centro Etruria e al sud Mediterranea. Poi Bossi e l’ideologo ruppero; quindi arrivò la linea indipendista padana pura. Sorprendono anche alcune analogie tra Grillo e lo stesso Miglio quando si parla di mafia. Naturalmente sono solo due provocazioni, ma è interessante leggerle insieme in questo ragionamento.

Secondo Miglio le mafie andavano costituzionalizzate. Diceva di essere favorevole al «mantenimento anche della mafia e della ‘ndrangheta. Il Sud deve darsi uno statuto poggiante sulla personalità del comando. Che cos’è la mafia? Potere personale, spinto fino al delitto. Io non voglio ridurre il Meridione al modello europeo, sarebbe un’assurdità. C’è anche un clientelismo buono che determina crescita economica. Insomma, bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate»

Di recente Beppe Grillo, durante un tour elettorale in Sicilia, ha detto che la mafia andrebbe quotata in borsa. Queste alcune sue frasi ad un comizio contro Crocetta nel 2014 (lo stesso anno in cui ha suggerito di spaccare l’Italia in tre).
La mafia è stata corrotta dalla finanza. Prima aveva una sua morale, chiamiamola così”. “Tra un uomo d’affari e un mafioso non c’è quasi nessuna differenza”, ha detto Grillo. “Il primo sa che è fuori legge, l’altro si assolve perché è dentro il sistema”. E ancora: “Se il Giappone mette la prostituzione e la droga nel Pil, allora io voglio che la mafia si quoti in borsa”. 

Abbiamo due ideologi di due movimenti. Uno è Gianfranco Miglio, a lungo mente della Lega Nord e l’altro Beppe Grillo, garante del M5S. Entrambi hanno suggerito di sciogliere l’Unità d’Italia. Entrambi fanno provocazioni in cui ipotizzano di includere nel “sistema” costituzionale o economico le mafie, riconoscendo che rappresentano un potere. Il primo esplicita anche che possa essere il potere adatto a “prendere in gestione” il sud come sua manifestazione caratteristica.

Del resto Umberto Bossi, alla fine degli anni ’90 diceva: “Il Sud comincia dal Vaticano in giù. La mafia è una classe dirigente traditrice degli interessi del popolo meridionale, la mafia perse la sua battaglia come classe dirigente del Sud allorchè liquidò l’ esercito in Sicilia e scelse l’ accordo in cambio dell’ assistenzialismo

Torniamo al presente. Sono ancora oggi molti i poteri e diverse le potenze che potrebbero trarre profitto, come per secoli è già accaduto, da un “balcanizzazione” dell’Italia, che potrebbe avvenire a partire da una trasformazione del paese in senso regionalista-autonomista (senza presidenzialismo come previsto dal governo giallo-verde). Ma sarebbe impossibile anche solo elencarli o rievocarli tutti in un articolo.

Prendiamone uno, ma attualissimo e non occulto. Basti pensare al desiderio della Merkel di un’Europa a due velocità, non a caso, sulla moneta unica, rilanciato da Grillo pochi giorni fa.

Rischiamo di dividerci, indebolirci, perdere la dignità nazionale e di esaudire i desiderata stranieri ancora una volta. Un’Italia divisa in un’Europa divisa con il Nord sotto l’influenza tedesca e il Sud abbandonato a se stesso e narcotizzato dal reddito di cittadinanza.

Siamo sicuri che sia fantapolitica? 

Palermo, 23 maggio 2018, il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, durante l’Inno Nazionale.

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La Redazione de La Voce del Patriota
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