L’altra Piazza di Governo, quella del NO a tutto

Che riempia piazza del Popolo a Roma, non fa poi questa sensazione, soprattutto considerando i treni speciali e i pullman gratuiti offerti dalla Lega proveniente da tutta Italia in un soleggiato week-end pre-natalizio che può aver fatto gola a tanti. Un po’ più meraviglia fanno invece i 20mila noTav (per la questura, il doppio per gli organizzatori) che si sono ritrovati a Torino per manifestare contro quella che – vedetela come vi pare – sarebbe comunque un ammodernamento delle malandate infrastrutture nazionali.
Con la manifestazione di Torino, i NoTav si riprendono la piazza, dopo che i SiTav avevano già manifestato anche loro con un spiegamento di forze non male. Ma i contrari all’opera sono evidentemente di più, se non altro nel Movimento di Grillo, che giusto ieri ha ribadito che la Tav non si farà. Altro motivo di frizione questo con la Lega che, come si sa, è invece favorevole all’opera come praticamente tutto il suo elettorato. Comunque ieri in strada, nel capoluogo piemontese abbastanza nuovo a queste manifestazioni di piazza, oltre ai grillini c’erano anche alcuni sindacati di base, dei partiti di estrema sinistra e degli antagonisti, per la gioia della sindaca Appendino, di cui ormai tutti conoscono le simpatie, e che non ha fatto passare giorno prima di ribadire anche lei la sua contrarietà alla Tav, definendola ormai obsoleta e inutile.
I manifestanti, intervistati da giornalisti di tutte le testate, da quelle televisive a quelle digitali, hanno voluto concentrare l’attenzione sulle molte discussioni che ci sono state ultimamente sull’integrità del loro movimento rispetto a quella dei loro oppositori. “Qui non c’è la ‘ndrangheta”, affermavano un po’ tutti, in riferimento all’inchiesta condotta dal procuratore di Reggio Calabria, Federico Calfiero de Raho, sulle infiltrazioni della malavita organizzata negli appalti per il “Terzo valico”, e che vede anche compromettenti intercettazioni in cui, secondo alcuni filoni d’indagine, l’organizzazione dei Sì-Tav sarebbe nata su ordine della cosca Raso-Gullace-Albanese nel 2016.
“La valle invade Torino che si tinge dei colori No-Tav. Lo slogan è chiaro, c’eravamo, ci siamo e ci saremo sempre. L’idea di futuro di una cricca di industriali alla canna del gas non rappresenta la Val Susa, non rappresenta Torino e non rappresenta questo Paese”, scrivono No Tav che portano in corteo centinai di cartelli dove rivendicano la tutela dell’ambiente, investimenti nella sanità, ammodernamento dell’edilizia scolastico come era stato promesso e mai mantenuto, vero aggiornamento dei programmi scolastici. Il tutto, sempre secondo i manifestanti, per disegnare un futuro diverso, etico ed ecologico, come sottolineano moltissimi striscioni, diverso da quello creato dal dopoguerra fino ad oggi, e che tutti possono vedere che danni ha creato.
In tutto questo, la sindaca Appendino, sempre meno amata in città, ha detto: “Le persone vogliono ribadire che un futuro disegnato su un modello di sviluppo alternativo, sostenibile e collettivo è possibile. E che non può essere rappresentato dalla linea Torino-Lione.” Poi, per concludere, la sindaca ha poi definito la Tav “una grande opera che rappresenta un modello di sviluppo del passato a fronte di un mondo che sta cambiando molto velocemente con prospettive inedite”.

RK Montanari
RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.
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