L’America dietro l’uccisione del “principe ereditario del terrore”

Ci sono sicuramente gli Stati Uniti dietro all’operazione che ha portato all’uccisione del “principe ereditario del terrore”, Hamza bin Laden, 30enne figlio di Osama e ritenuto il suo successore per carisma e leadership. Su di lui gli americani avevano messo una taglia da un milione di dollari.
Secondo quanto riferito da una non meglio identificata “gola profonda” dell’intelligence americano, gli Stati Uniti avrebbero avuto un ruolo non solo di contorno nell’operazione militare che ha portato all’uccisione di Hamza Bin Laden, 30enne figlio di Osama e ritenuto il successore del padre alla guida dell’organizzazione terroristica Al–Qaeda. La morte dell’erede di Osama non sarebbe comunque un evento recentissimo, ma si sarebbe verificata prima di marzo – negli ultimi due anni – in un periodo non meglio identificato così come la zona del mondo dove si sarebbero svolti i fatti. La notizia, però, è venuta fuori solo in questi giorni. In ogni caso, il portavoce del Dipartimento di Stato americano ha rifiutato qualsiasi commento sulla vicenda.
Hamza Bin Laden era nato in Arabia Saudita nel 1986, ed era uno dei 23 figli di Osama avuti da 5 donne diverse. Già da tempo aveva preso il posto del padre alla guida dell’organizzazione di Al-Qaeda e recentemente l’Arabia Saudita gli aveva revocato la cittadinanza. Ciononostante, il giovane bin Laden aveva continuato a produrre video e messaggi audio dove invitava la popolazione alla guerra santa e ad azioni terroristiche contro gli Stati Uniti e, secondo le autorità statunitensi, ha portato avanti le radicali ambizioni jihadiste del padre defunto, e avrebbe avuto un ruolo sostanziale anche nella progettazione degli attentati dell’11 settembre. Dopo la morte del padre, “il principe della morte” aveva fatto perdere le sue tracce. L’ultima dichiarazione pubblica conosciuta di Hamza bin Laden è stata rilasciata dal braccio mediatico di Al Qaeda nel 2018, e con essa il giovane spronava i seguaci in Arabia Saudita a sollevarsi in rivolta contro la monarchia saudita.
Hamza bin Laden era sposato con la figlia di Abdullah Ahmed Abdullah, uno dei “colonnelli” di Al-Qaeda, incriminato e accusato a sua volta da una giuria federale nel novembre 1998 per il suo ruolo negli attentati del 1998 contro le ambasciate statunitensi in Tanzania e Kenya. Un video delle nozze di Hamza fu ritrovato nel compound dove era stato sorpreso e ucciso Osama nel 2017 da un commando speciale messo su proprio allo scopo.
In quell’occasione vennero sequestrate anche delle lettere dello stesso Osama in cui bin Laden indica di preparare Hamza per sostituirlo come capo di Al Qaeda. La posizione di Hamza bin Laden, a volte soprannominata il ‘principe ereditario della jihad’, è stata oggetto di speculazioni per anni con notizie sulla sua vita in Pakistan, Afghanistan, Siria e Iran.
Le lettere sequestrate dal complesso in cui è stato ucciso Osama bin Laden indicano che stava preparando Hamza per sostituirlo come capo di Al Qaeda. Si ritiene che Hamza bin Laden sia nato nel 1989 a Jeddah, in Arabia Saudita. La posizione di Hamza bin Laden, a volte soprannominata il ‘principe ereditario della jihad’, è stata oggetto di speculazioni per anni con notizie sulla sua vita in Pakistan, Afghanistan, Siria e Iran.
Secondo molti osservatori, si credeva che Hamza fosse riparato con la madre in Iran, nonostante le denunce stridenti del ramo sciita di Al-Qaeda che domina nel paese. Sempre gli osservatori hanno ipotizzato che il regime clericale di Teheran avesse trattenuto Hamza agli arresti domiciliari così da mantenere la pressione sul rivale Arabia Saudita, nonché su Al-Qaeda, dissuadere i militanti sunniti dall’attaccare l’Iran. A quel tempo, il Navy SEAL che ha ucciso Osama bin Laden si disse convinto che Hamza si nascondesse in Pakistan, protetto dai signori della droga.

RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.

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