Lavoro e disabilità: con Fratelli d’Italia in regione Piemonte, investiti 18 milioni di euro in buoni servizi lavoro e incentivi alle imprese per nuove assunzioni di persone con disabilità

Per l’Assessore FdI Elena Chiorino: “Il primo strumento di inclusione per una persona con disabilità è proprio il lavoro”

“Qualche mese fa ho annunciato il possente investimento di 40 milioni di euro a favore dell’inserimento lavorativo di persone con disabilità: oggi, a pochi mesi di distanza sono felicissima di annunciare l’avvio dei primi due bandi – così l’assessore regionale al del Piemonte Elena Chiorino che spiega la messa a terra di una misura approvata lo scorso aprile e che oggi vede l’apertura di due bandi rivolti esclusivamente a persone con disabilità per il loro inserimento lavorativo – il primo è di 14 milioni e prende il nome di “Buono servizi lavoro”: sarà rivolto agli operatori che forniranno servizi alle persone con disabilità con percorsi di formazione personalizzati per accompagnarle nella ricerca del lavoro, nella definizione delle proprie competenze, nella stesura del proprio curriculum vitae. Il secondo è dedicato alle imprese, con un investimento di 4,6 milioni di euro per favorire l’inserimento di persone con disabilità attraverso incentivi e rimborsi per l’attivazione di tirocini, servizi di consulenza, contributi per l’acquisto di ausili e accomodamenti.” L’obiettivo è quello di garantire l’accesso, la permanenza e la qualificazione dell’occupazione supportando le imprese in questo processo di inclusione attraverso interventi mirati. “Ritengo fondamentale il supporto alle persone con disabilità e ciò deve diventare un impegno di tutti, anche delle aziende per favorire l’inserimento nel mondo del ed ottimizzare talenti perché il primo strumento di inclusione per una persona con disabilità è proprio il lavoro. In un contesto segnato da emergenze sociali costanti e dal perdurare delle difficoltà di un inserimento lavorativo stabile per le fasce di popolazione più svantaggiate – ha concluso l’assessore – era necessario avviare un’azione “d’urto” per creare le condizioni per nuove opportunità di occupazione rivolte esclusivamente alle fasce più deboli: nessuno deve essere lasciato solo”.

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