Le battaglie che non piacciono agli artisti

Ed eccoci qua, come se il cielo volessi mandarci segnali, come una pessima ironia della sorte… muore a soli 22 anni una ragazza a Montemurlo risucchiata da un rullo compressore. Muore il giorno dopo l’esplosione mediatica del discorso di Fedez al primo maggio e con la sua morte sembra voler riportare alla realtà il fanatismo a cui abbiamo assistito nelle scorse 48 ore. Che ironia di merda quella della sorte che sul palco del primo maggio porta i diritti lgbt e il giorno dopo muore una ragazza di morte bianca. Cosa credevate che le morti bianche non succedessero più? che valesse la pena concentrarsi su un qualcosa che voi e solo voi credete più reale è prioritario rispetto alla necessità di intervenire a tutela dei lavoratori? Ed eccoci qui, oggi a piangere una ragazza per la più ignobile delle morti, morire mentre si fa il proprio lavoro. Potevano mai parlarci sul palco della festa dei lavoratori di una cosa del genere? Possono mai dirci che il vero medioevo non è nei diritti a sfondo sessuale, ma nei diritti base come la sicurezza del posto in cui vai a buttare sudore e sangue quotidianamente. Possono mai farci sentire che il vero problema di una società retrograda e che si pensa alle frivolezze di forma delle leggi e manca invece in molti casi ,la più banale applicazione delle leggi, che manchi la tutela e la manutenzione delle strutture e tutta una serie di cose che mettono la tua vita in pericolo ogni giorno, e che non sono una parola sgarbata e maleducata o un’offesa sui social? Possono mai dirci che se siamo il terzo mondo, lo siamo per questioni strutturali e non filosofiche? No, perché noi abbiamo Fedez che anziché parlarci del trattamento subìto dai dipendenti Amazon che è cosa ormai nota a tutti, o che anziché bruciare quel cappellino di merda con lo sponsor della Nike perché è rinomato che sfruttino i bambini per cucire palloni e fare tutine di alta moda, ad uso e consumo dei Fedez del mondo, lui ci fa lezioni di morale sul futile, mentre il reale è che a 22 anni la tua vita può spegnersi nella maniera più ingiusta possibile. Non saremo forse noi a zittirvi, ipocrite merde, mosse dal tornaconto personale, ma episodi come questo di cui siete diretti responsabili anche voi, perché quando date voce a tutto tranne che a queste cose, spostando l’attenzione di un popolo su alcune questioni piuttosto che su altre, dipingendo le prime come se fossero la risposta ad ogni nostro dolore e ad ogni ingiustizia, spegnendo i riflettori sulle seconde, diventate complici.

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