Le fake news del PD sull’alluvione in Emilia-Romagna: il governo Meloni risponde col lavoro

“297 giorni dalla passerella di e nemmeno un euro per l'alluvione in Emilia-Romagna”: si legge questo su un post pubblicato dal Partito Democratico nelle ultime ore. La narrazione della sinistra sulla triste alluvione che ha colpito l'Emilia-Romagna è chiara: il , secondo i dem, non avrebbe difeso i cittadini colpiti dal disastro, facendo unicamente dello sciacallaggio sulle loro sfortune. Anticipiamo la morale della favola: non è così. Ma al momento vale la pena fare una piccola ricostruzione dei fatti: è il 17 maggio del 2023 e l'Emilia-Romagna, in particolare le province di Ravenna e di Forlì-Cesena, vengono colpite da un violento nubifragio che ha portato all'esondazione di vari canali. Cittadine intere vengono totalmente sommerse da acque piovane e fluviali, i palazzi costruiti dai sacrifici dei cittadini vengono distrutte dall'alluvione, così come scompaiono imprese agricole che da generazioni consentivano a intere famiglie di vivere. Tanti anche gli animali morti annegati.

Le immagini della tragedia fanno letteralmente il giro del mondo e arrivano fino in Giappone, dove il presidente del Consiglio è impegnata nel G7. Lì Meloni riesce a sensibilizzare l'opinione degli altri leader mondiali sul tema, ricevendo da loro solidarietà; e non solo: il governo italiano riesce a convincere l'Europa a impiegare il meccanismo europeo di protezione civile. Il gesto è emblematico: Giorgia Meloni torna anticipatamente dal G7 per visitare le terre alluvionate. Insieme a lei anche Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, nel segno della rinata centralità dell'Italia all'interno delle europee. La premier viene accolta con entusiasmo dalla popolazione che, anche con mezzi artigianali, stava in quei momenti ripulendo le strade, le proprie case, le proprie attività, ricevendo i ringraziamenti anche dal governatore Stefano Bonaccini. Nel frattempo, sulle colline emiliane appare la già leader del PD Elly Schlein che, abbandonata pure dalla solita schiera di fotografi e reporter amici che spesso le facevano compagnia nelle uscite pubbliche, sceglie di visitare alcuni comuni in cui il nubifragio ha causato danni sicuramente di minore entità, accolta non dall'affetto del pubblico ma da pochi amministratori locali. Si contavano sul palmo di una mano. L'intento è stato subito chiaro: tenersi lontana da possibili (e probabili) critiche. E lei, allora dimessasi da poche settimane dal ruolo di vicepresidente con delega al Patto per il clima e alla Transizione ecologica in una Regione governata ininterrottamente dalla sinistra da 50 anni, non sarebbe stata certamente accolta di buon grado.

Facendo quindi un riassunto: Giorgia Meloni dall'altra parte del mondo sensibilizza i vertici mondiali sull'alluvione e ottiene la collaborazione dell'Unione europea, facendo visita agli sfollati lasciando in anticipo uno degli impegni internazionali più importanti, mentre Elly Schlein si rifugia in collina lontana dai cittadini che, in qualità di vicepresidente di Regione, ha rappresentato negli anni precedenti. In virtù di un tale antefatto, chissà da che pulpito il PD oggi dispensa lezioni al governo su come gestire un'alluvione. Soprattutto dopo che le misure del governo ci sono effettivamente state: Galeazzo Bignami, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, in un pubblicato sui profili social di Fratelli d'Italia, ha mostrato le cifre degli aiuti riservati agli alluvionati. Sul fronte pubblico, si contano circa 2500 interventi: 760 milioni di euro sono stati destinati per 3 mila interventi su viabilità e ferrovie, 260 milioni per opere di difesa idraulica, 490 milioni per somme urgenze, 35 milioni per edilizia residenziale e strutture sanitarie, 38 milioni per la gestione dei rifiuti. In aiuto ai privati, poi, valgono 13 milioni di euro i contributi di auto-sistemazione per le famiglie rimaste senza casa, 100 milioni per contributi di immediato sostegno a 30 mila famiglie, 60 mila le giornate di cassa integrazione erogate, 200 milioni di euro destinati ai lavoratori autonomi, 70 milioni per il riacquisto delle macchine agricole, 150 milioni di investimenti sull'agricoltura. E poi 700 milioni già in crediti d'imposta, 620 milioni destinati alla gestione del commissario straordinario Figliuolo e ben 1,2 miliardi recuperati dalla revisione del PNRR. Quella revisione che proprio la sinistra riteneva rischiosa e destinata al fallimento. “Si deve fare di più – ha detto Bignami – L'obiettivo del governo Meloni è proprio quello di ricostruire tutto al 100%”. Quella della sinistra, che ancora latita su molti interventi di ricostruzione di competenza regionale, è semplicemente propaganda di fake news.

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