Le fakenews di Pagella Politica sul libro “Io sono Giorgia”

La piattaforma Pagella Politica ha deciso di dedicare parte delle risorse a sua disposizione (che arrivano anche dalla RAI, da Facebook, da progetti europei) per realizzare una serie di fact-checking su il libro di Giorgia Meloni “Io sono Giorgia”. Come al solito il risultato che ne è venuto fuori è un frullato di sciocchezze, falsità, castronerie che rappresentano il tipico esempio del livello di approfondimento che questi “esperti” della verità sono soliti usare. Tanto per essere graditi (e pagati) dal mainstream basta essere faziosamente schierati “dalla parte giusta”, non serve né serietà né preparazione.

Purtroppo nessuno ha qui il tempo e la voglia di controbattere parola per parola alle fandonie scritte da questi personaggi, perché altrimenti ci sarebbe da divertirsi, tipo “Silvio Berlusconi non ha incarichi parlamentari” (gli è sfuggito che è stato eletto all’euro parlamento), “Renzi segretario di Italia viva” (non lo è, Rosato e la sono i presidenti); “Speranza segretario di Leu” (Leu non è un partito e non ha un segretario) e potremmo continuare così per ogni singola parola scritta da questi personaggi.

Vogliamo però approfittare dell’occasione per rendere almeno utile questa operazione di debunking parlando un po’ seriamente di immigrazione, spiegando a Pagella Politica numeri e fatti che evidentemente non capiscono.

Primo concetto: Pagella Politica scrive che la Meloni dice correttamente che sono arrivati più 700 mila persone ma afferma che non è vero che sono tutti immigrati illegali perché a diversi di questi sarà poi riconosciuta una forma di protezione internazionale. Imbarazzante.  A norma di legge (ma anche di semplice logica) se entri illegalmente in uno Stato, ovvero senza un regolare titolo, sei un immigrato illegale. Ciò a prescinde dal fatto che tu riesca poi a ottenere un titolo per poter essere accolto e regolarizzato. Non ci vuole un genio per capirlo. Quindi l’ingresso illegale riguarda anche coloro i quali poi vengono riconosciuti rifugiati o coloro ai quali viene riconosciuta successivamente un’altra forma di protezione. Anche perché se questi individui non fossero stati in una condizione di illegalità, significa che avrebbero avuto pieno diritto ad entrare nel nostro Paese e perciò non avrebbero avuto bisogno di rischiare la vita in mare per arrivare. Quindi l’affermazione della Meloni che sono sbarcati più di 700 mila immigrati illegali è e resta corretta, mentre Pagella Politica torna a settembre a ridare l’esame …

Seconda castroneria: per i nostri beniamini non è corretto il dato riportato nel libro di Giorgia Meloni secondo il quale il 90% degli sbarcati sono uomini, sarebbero invece una percentuale attorno al 70/75%, essendo il resto diviso tra “ o ”.

Intanto il termine “” non ha alcuna rilevanza, perché non vengono censiti così dal Ministero dell’Interno i migranti sbarcati. Quelli che i nostri furbetti non contano tra gli uomini sono i “minori non accompagnati” (o che si dichiarano tali),  per la quasi totali ragazzi maschi di età vicina ai 18 anni (non sempre inferiore). I minori non accompagnati negli anni dei flussi maggiori si aggirava attorno al 20%. Pochissime ragazze, quasi mai . Quindi, sommando i dati, si arriva al dato prossimo al 90% di cui scrive la Meloni.

Da ultimo, per buona pace dell’esperta consultata da PP, facciamo presente ai nostri espertoni preferiti che i migranti sono quasi tutti uomini e in età lavorativa (altro che studiare, chi arriva dall’africa ha una scolarizzazione inesistente, vengono per lavoro e basta) non perché hanno più possibilità di sopravvivere al viaggio (non risultano centinania di migliaia di corpi esamini di e lungo le rotte delle migrazioni), ma perché si spostano in per investire sul loro futuro dal punto di vista economico. E non lo dice la pericolosa sovranista Meloni, ma una agenzia dell’, una agenzie dell’ l‘Undp – United Nations Development Programme che ha presentato a fine 2019 la ricerca The Scaling Fences: Voices of Irregular African Migrants to Europes, dove in uno studio spiccatamente filo-immigrazionista, che guarda al Global Compact come paradigma virtuoso, emerge tuttavia chiaramente che l’immigrazione illegale è un «investimento» per il futuro. Il flusso di migranti è di composto principalmente da migranti economici, tutti gli irregolare intervistati (tra Italia e Spagna) non avrebbero diritto in quanto migranti economici a nessuna forma di protezione internazionale. Recita lo studio “Le motivazioni economiche, strettamente legate all’auto-realizzazione e alla sensazione che l’aspirazione possa essere soddisfatta solo con la partenza dall’Africa, sono state motivazioni fondamentali condivise dagli intervistati”.

Quindi, no, non partono i forti e i deboli si spostano nei paesi limitrofi. Partono coloro che possono lavorare e mandare soldi a casa, quindi uomini in età adulta. Il resto sono speculazioni, come sempre approssimative, nei nostri beniamini di Pagella Politica.

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