Le misure urgenti in Cdm per limitare gli effetti del Superbonus

L'addio definitivo al , ieri, in Consiglio dei Ministri. Il provvedimento prevede delle misure “volte – si legge nel comunicato rilasciato dal Cdm – alla tutela della finanza pubblica nel settore delle agevolazioni fiscali in materia edilizia e di efficienza energetica”. Per il ministro dell' e delle Finanza Giancarlo Giorgetti, si tratta di “misure tese a chiudere definitivamente l'eccessiva generosità di una misura che ha causato problemi alla finanza pubblica”. Il crescente peso del Superbonus, certificato dall'Istat e da altri istituti, ha reso necessario il taglio definitivo alla misura grillina, eliminando pure quelle parti residuali che ancora erano rimaste in vigore, sancendo la fine di ogni sconto in fattura e cessione dei crediti: “Abbiamo eliminato – ha infatti spiegato Giorgetti – la disposizione della remissione in bonis che avrebbe consentito fino al 15 ottobre le correzioni con il pagamento di minime sanzioni di tutte le comunicazioni già intervenute e previsto per tutte le nuove fattispecie una nuova comunicazione preventiva, quando si inizia il lavoro, in modo da avere un monitoraggio del fenomeno e non solo quando le fatture vengono caricate”. L'obiettivo del provvedimento, ha spiegato il ministro, è “mettere un punto finale rispetto all'impatto sul 2023”.

Gli effetti, d'altronde, sono stati terribili: il Superbonus ha ammazzato le casse pubbliche, raggiungendo in pochi anni la somma di 140 miliardi di euro. L'equivalente di ben sei leggi finanziarie. Pesando su ogni italiano la bellezza di 2000 euro pro capite, anche su chi una casa non ce l'ha. Una norma insomma scritta male, priva di una soglia massima da non superare che avrebbe consentito, almeno, di avere delle previsioni certe a cui affidarsi. E invece l'incuria grillina ha prodotto la necessità di rivedere – sempre in negativo – il peso effettivo della misura. Una misura scritta male anche per non aver previsto alcuna norma che limitasse, in qualche modo, l'operare dei furbetti, le cui frodi si contano nell'ordine dei miliardi. Per Giorgetti, il Superbonus “ha avuto effetti devastanti sulla finanza pubblica. L'ho detto e continuo a sostenerlo: qualcuno sorrideva al mio mal di pancia, confermo che fa malissimo a me e a tutti gli italiani”. E ancora: “Il prezzo per la finanza pubblica, in particolare per l'onore del debito, graverà – ha concluso – per diversi anni a venire”.

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La Redazione de La Voce del Patriota

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