In Italia sono 6,2 milioni i consumatori di cannabis, un milione quelli che usano cocaina, 285mila quelli che usano eroina e 590mila chi fa uso di droghe sintetiche. La nostra Nazione è al quarto posto in Europa per uso di cocaina e al terzo per consumo di cannabis. Per un ragazzo che comincia a fumare cannabis dai 13 ai 15 anni, il rischio di sviluppare una tossicodipendenza entro i 28 anni è del 68%. Pur rimanendo la sostanza meno utilizzata dagli studenti italiani, l’eroina segna un leggero incremento.

Questo è quanto emerge, tra gli altri, dai dati diffusi nel rapporto dell’Agenzia europea delle droghe.
Dati allarmanti, dati che non possono lasciarci indifferenti, dati che necessitano di rapide azioni per mettere in sicurezza il futuro della nostra generazione.

Per questi motivi la conferenza stampa, organizzata da Gioventù Nazionale e Fratelli d’Italia presso la Camera dei Deputati lo scorso 20 novembre, assume un significato speciale: abbiamo lanciato la campagna “Liberi dalla droga: mai schiavi”, con l’obiettivo di promuovere una mozione che istituisca nelle Regioni e nei Comuni d’Italia un osservatorio permanente sulle droghe e sulle dipendenze, la creazioni di iniziative di sensibilizzazione sul tema e la previsione di un fondo dedicato alla lotta alla droga.

I dati sul consumo di droga, soprattutto fra i giovani, ci dimostra come quello della droga sia un problema sempre attuale che non è possibile sottovalutare. L’Italia è fra le principali nazioni consumatrici di droghe in Europa. E’ necessario intervenire non solo per curare, ma per prevenire l’uso delle droghe, poiché nel nostro Paese risultano sei decessi ogni sette giorni per overdose, nel silenzio generale, rotto solo da qualche voce fuori dal coro. Ecco, noi vogliamo essere quella voce e vogliamo ribadire che non abbiamo bisogno di slogan e politiche estemporanee, fatte di interventi pilota e pochi fondi. L’Italia ha bisogno di un piano nazionale per il contrasto all’uso ed allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Come? La risposta più semplice e scontata spesso è quella più risolutiva: dobbiamo educare le giovani generazioni al rispetto per la vita e per se stessi, a capire che la droga non è mai la soluzione ma solo male. Lo dobbiamo fare nelle scuole, di ogni ordine e grado, con interventi di sensibilizzazione ma anche offrendo servizi di supporto nel quale i ragazzi possano sentirsi compresi giudicati, supportati nel percorso di recupero. Inoltre, Gioventù Nazionale sarà sempre pronta a fare le barricate contro chi pensa che la droga vada liberalizzata e contro i falsi profeti come Saviano, che condizionano subdolamente i giovani con assurde teorie secondo cu liberalizzare la droga aiuterebbe la lotta contro la criminalità organizzata.

Lo dico con parole non mie: “La legalizzazione di stupefacenti non può rappresentare uno strumento per combattere la mafia, non si riflette che la legalizzazione del consumo di droga non elimina ha fatto il mercato clandestino, anzi avviene che le categorie più deboli e meno protette saranno i primi ad essere investiti dal mercato clandestino. Mi sembra che sia da dilettanti di criminologia pensare che liberalizzando il traffico di droga sparirebbe del tutto il traffico clandestino e si leverebbero queste unghie all’artiglio della mafia”. Ritengo che le parole del giudice Paolo Borsellino spieghino chiaramente il perché tesi a sostegno della liberalizzazione non hanno alcun senso.

La libertà non è per noi drogarsi. La libertà, quella vera, è essere slegati da ogni forma di dipendenza