Libia: Meloni pone una solida base per il superamento della crisi energetica e migratoria.

Sviluppo Economico, politico e culturale condiviso tra Italia e Africa.

Il Tour continua e dopo l'incontro ad Algeri, sabato 28 gennaio ha fatto tappa in Libia, Paese con cui da sempre l'Italia ha un legame speciale.

Ad aspettare il Presidente del Consiglio anche una delegazione del corpo diplomatico e il Ministro degli Antonio Tajani, già arrivato sul territorio.

La presenza di quest'ultimo in Libia, insieme a quella del Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, sottolinea l'importanza e la delicatezza della visita libica, i cui temi principali sono quello della crisi energetica e quello della crisi dei . Due temi che hanno priorità assoluta nell'attuale agenda internazionale, e che quindi richiedono uno sforzo congiunto dei vari attori istituzionali coinvolti.

Incontro con il Ministro degli Affari Esteri del Governo di Unità Nazionale libico
Tripoli, 28/01/2023 – Il Presidente del Consiglio, , e i Ministri degli Esteri, Antonio Tajani, e dell'Interno, Matteo Piantedosi, in Libia per una missione del Governo italiano nel Paese Nordafricano, sono stati accolti all'aeroporto di Tripoli dal Ministro degli Affari Esteri del Governo di Unità Nazionale libico, Najla Al Mangoush. | Foto: Governo.it

L'impegno del contro l' irregolare

La crisi migratoria ha coinvolto il Mediterraneo a partire dal 2015, ed è necessario ricordare che in quello stesso anno l'Ue ha avviato un Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa, fino ad arrivare, nel novembre 2017, ad istituire una task force congiunta sulla migrazione, insieme all'Unione Africana e alle Nazioni Unite, che mira a unire gli sforzi e a potenziare la cooperazione per rispondere alle sfide migratorie in Africa, in particolare in Libia.

Infatti, la Libia è lo Stato nordafricano che riveste una rilevanza centrale nella rotta migratoria del Mediterraneo, essendo il punto di collegamento privilegiato per tutti coloro che desiderano raggiungere, in maniera più o meno legale, il continente europeo.

Tuttavia, l'azione dell'Ue sembra essersi indirizzata maggiormente al sostegno e all'aiuto umanitario, tralasciando, in parte, la necessità di creare un piano che possa condurre alla stabilità e alla ripresa dell'intero continente, all'interno del quale sono presenti risorse ingenti e inestimabili, troppo a lungo poco o mal sfruttate.

L'impegno che, invece, vuole portare avanti l'attuale governo italiano è ben altro, e stando a quanto dichiarato dal Premier Meloni è quello di “un'Italia che può e vuole giocare un ruolo importante anche nella capacità di aiutare i paesi africani a crescere e a diventare più ricchi, una cooperazione che non vuole essere predatoria, ma che vuole lasciare qualcosa nelle nazioni”.

Ciò significa, quindi, offrire un aiuto concreto a quei Paesi che ne hanno realmente bisogno e che, se supportati, possono diventare loro stessi partner d'aiuto, e non solo aiutati. Ma vuol dire anche procedere, congiuntamente, con quell'azione di difesa dei confini nazionali ed europei, collaborando in accordo con le autorità del Nord Africa per la gestione dei flussi migratori e al contrasto dell'immigrazione clandestina, fermando l'attività di tutti coloro che la favoriscono o ne traggono in qualche modo un vantaggio.

Proprio quest'ultimo è uno dei tanti temi emersi durante il confronto italo-libico, nel corso del quale è altresì stata condivisa l'intenzione di collaborare, oltre che sul tema dei flussi dei migranti, anche sul tema della lotta al terrorismo e del contrasto al narcotraffico.

L'accordo da 8 miliardi di dollari tra ENI e NOC per il gas

Ad aumentare ulteriormente l'attenzione nei confronti del vertice italo-libico di questi giorni è l'accordo da 8 miliardi di dollari stipulato tra Eni e Noc, per lo sviluppo delle cosiddette “Strutture A&E”, localizzate nel Mediterraneo al largo di Tripoli. Un contratto che a questo punto si rivela come un altro importante tassello per il mosaico del Piano Mattei, dopo quello già apposto in Algeria.

Il contratto, definito addirittura “storico”, prevede un notevole aumento della produzione del gas libico e si pone come un ulteriore passo decisivo per rendere la nostra penisola un vero e proprio hub energetico per l'intera Europa, così come auspicato in tempi non sospetti dall'attuale partito a capo della nazione.

“Positiva missione del Governo italiano oggi a Tripoli. Siglati importanti accordi su cooperazione, energia e contrasto all'immigrazione irregolare. Abbiamo inoltre espresso piena disponibilità a favorire il percorso verso legittime elezioni e stabilizzazione della Libia”, così scrive su twitter il Premier Meloni.

La Meloni è riuscita a stringere accordi rilevanti sul piano internazionale, nel nome della stabilità e della sicurezza, ponendo delle solide basi per una risoluzione delle due crisi che affliggono l'Europa.

Grazie agli accordi stipulati e alle relazioni stabilite in questi ultimi giorni, infatti, si è sulla strada giusta sia per realizzare una politica migratoria che salvaguardi contemporaneamente i paesi di approdo e quelli di partenza, sia per raggiungere quella auspicata diversificazione delle fonti energetiche, affinché l'Italia non sia più dipendente da un unico fornitore, ma possa rispondere essa stessa alla richiesta di energia dell'Europa.

Le missioni in Africa del Premier Meloni permettono di affrontare le nuove sfide con una rinnovata fiducia verso il futuro.

Non resta che aspettare il nuovo viaggio del Presidente italiano, che volerà a Berlino il prossimo 3 febbraio. Questa volta per affrontare il ruolo dell'Italia in Europa.

E, ne siamo certi, lo farà tutelando, prima di tutto, l'interesse nazionale.

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