Logistica, Marrone-Montaruli (FdI): Regione Piemonte inserisce interporto “SITO” in zona logistica semplificata (ZLS), aperta selezione a comuni interessati. Con ZLS importanti agevolazioni fiscali e semplificazioni sulla burocrazia

“Con la delibera approvata oggi in Giunta manteniamo l’impegno assunto in Consiglio Regionale nel 2020 con il nostro ordine del giorno che chiedeva l’inserimento di Torino nella Zona Logistica Semplificata del retroporto di Genova, introdotta con il decreto sul ponte” dichiara l’assessore alla Semplificazione della Regione Piemonte Maurizio Marrone, che spiega: “Abbiamo infatti deliberato di inserire nella proposta della Regione Piemonte al Governo nazionale Torino SITO come Interporto di rilevanza nazionale e di invitare a proporsi come siti retroportuali aggiuntivi i Comuni piemontesi situati entro 10 chilometri da scali ferroviari/intermodali merci e caselli autostradali. In ballo ci sono importanti agevolazioni fiscali e semplificazione sui passaggi burocratici sul modello Genova”.

«Come avevamo già intuito quando abbiamo lanciato questa idea – dichiara la parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli -, la Zona Logistica Semplificata porterebbe anche a Torino riduzioni consistenti dei tempi dei procedimenti amministrativi e delle procedure per concessioni, permessi e autorizzazioni. Vigileremo in Parlamento affinché la proposta della Regione Piemonte sia accolta e rispettata dal Governo Draghi: ulteriori sfregi alla vocazione di rilancio economico di Torino non sarebbero accettabili”.

La ZLS permette la riduzione di un terzo dei tempi dei procedimenti amministrativi per ottenere concessioni edilizie; la riduzione della metà dei tempi per l’acquisizione di pareri, assensi, nulla osta necessari per l’ottenimento di autorizzazioni, licenze, permessi e concessioni; la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria entro 90 giorni dalla richiesta. Inoltre, con la ZLS, i contributi erogati con il credito di imposta sarebbero concessi per investimenti nuovi o di natura incrementale rispetto all’esistente, commisurati alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti entro il 31 dicembre 2022 nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 100 milioni di euro. Ne potrebbero beneficiare le imprese sia di grandi che di piccole e medie dimensioni, esistenti o che si insedino nelle aree ammesse alle deroghe agli aiuti di Stato ai sensi del Trattato UE.

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