L’omofobia? Se targata “islam” allora va bene.

La sinistra ha un modo originale di difendere i diritti delle minoranze, così tanto originale che è al limite della comprensione. O meglio, potremmo dire che sposa in pieno l’incoerenza e il calcolo politico più bieco.

Altrimenti non si spiega perché si ricorda di prendere posizioni contro l’omofobia solo sulle agenzie stampa, per attaccare questo o quell’esponente dell’opposizione, ma non fa altrettanto poi in aula, nel Parlamento, dove una netta posizione sarebbe di certo più utile e anche più coerente.

Sicuramente l’uscita del consigliere comunale di Potenza è stata sbagliata e fuori luogo. Il consigliere Michele Napoli ha infatti, nella seduta del consiglio comunale del 14 settembre, nel ribadire la centralità della famiglia naturale ha inopportunamente definito l’omosessualità “contro natura”.

La buccia di banana non è però sfuggita nemmeno politico locale, tanto è vero che lo stesso a mezzo social ha avuto modo di scusarsi per la grossolanità delle idee esposte, facendo il doveroso mea culpa.
Ma quel che lascia perplessi è la levata di scudi delle guardie dei sepolcri arcobaleno, come la Cirinnà e Zan tuona la Cirinnà: “Le parole pronunciate ieri in Consiglio comunale a Potenza da Michele Napoli, esponente di Fratelli d’Italia, offendono la dignità di milioni di cittadine e cittadini italiani…

Qualche giorno fa commentando la tragica morte di Maria Paola Gaglione a Caivano, ha auspicato un intervento dello Stato contro la violenza omolesbobitransfobica, fingendo peraltro di non sapere che alla Camera dei deputati è in discussione una proposta di legge in materia, il cui iter è ostacolato anche dall’ostruzionismo di Fratelli d’Italia.

All’onorevole Meloni dico: se ha davvero a cuore il destino delle persone LGBT+, dia un segnale chiaro e coerente, espellendo Michele Napoli dal partito e dando un contributo serio e costruttivo nella discussione della legge contro l’omolesbobitransfobia e la misoginia”.
Le fa eco Zan: “ si arrampica sugli specchi. Oggi veste i panni di paladina dei diritti civili e dice di non aver votato gli accordi con il Qatar per sostegno ai cittadini omosessuali del Paese. Solo ieri un eletto comunale del suo partito definiva l’omosessualità ‘contro natura’, e da lei non una parola.

La leader di accusa me e il Partito Democratico di ipocrisia e di combattere la violenza solo a parole, quindi le rinfresco la memoria: sono relatore di una proposta di legge contro l’omotransfobia e misoginia a cui Fratelli d’Italia ha presentato una pregiudiziale di costituzionalità con voto segreto, ovvero nel più subdolo dei modi”.

La perplessità non deriva tanto dal fatto che è stata immediatamente strumentalizzata la notizia, non per accusare Napoli che ha pronunciato quella baggianata quanto per attaccare subito la Meloni sulle agenzie stampa (come se la Meloni fosse direttamente responsabile di ogni cosa pronunciata da qualsiasi iscritto/eletto di ), ma perché stupisce questo indignarsi ad intermittenza.

Infatti i nostri paladini dei diritti LGBT+ non hanno detto assolutamente nulla quando – poche settimane fa – è stato approvato un accordo di natura culturale con il Qatar. Infatti a fine maggio il parlamento ha votato un trattato sottoscritto tra il nostro paese e il Qatar volto ad intensificare i rapporti culturali.

Non un accordo economico o di natura energetica, non di natura militare o di cooperazione scientifica: un accordo di natura culturale, per facilitare lo scambio di studenti, per poter insegnare la cultura qatarina in Italia e la cultura italiana in Qatar, per permettere al Qatar di finanziare corsi universitari da noi e in teoria all’Italia di avviare corsi universitari lì. D’altra parte è risaputa che il Qatar è uno stato aperto, dove due ragazze o due ragazzi possono passeggiare mano nella mano, vero?

Non è assolutamente uno stato dove l’omosessualità (per loro “sodomia”) è punita come reato, che teoricamente prevede la pena di morte ma, bontà loro, non è applicata da tempo. Ma prigione e frustrate, invece, non te le toglie nessuno.

Ce li vedete i nostri giovani a fare l’Erasmus in Qatar? Non certo un paese gay-friendly, dove la comunità LGBT+ possa esprimersi liberamente.

Ebbene, Fratelli d’Italia questi rilievi li ha mossi in Senato e alla Camera dei deputati. Ha fatto presente che forse non era il caso di stipulare un trattato internazionale di natura culturale con un paese che di fatto non riconosce i diritti umani fondamentali (e non solo degli omosessuali, anche delle donne, bambini, lavoratori). Però stranamente nessuna anima bella democratica si è alzata per ribadire con forza: “Non possiamo stringere amicizia con chi non rispetta di diritti umani”. La Senatrice Cirinnà o l’On Zan, ad esempio, non hanno detto nulla a riguardo.

E oggi polemizzare sulle agenzie, come fa Zan, per buttare la palla in piccionaia, non li libera dalle loro responsabilità: l’aver presentato un disegno di legge in materia di omotransfobia e misoginia non li salva dalla realtà dei fatti: quanto si è trattato di votare un accordo con uno stato che non rispetta i diritti degli omosessuali, Cirinnà e Zan non hanno mosso un dito. Per altro, il disegno di legge rivendicato, dietro il paravento dei diritti delle comunità omosessuali (diritti, d’altra parte già difesi dal nostro ordinamento), ha un chiaro intento politico: mira principalmente a tappare la bocca a chiunque non sia allineato con il loro pensiero politicamente corretto. Un ddl pericoloso e che, per questo, è rifiutato non solo da Fratelli d’Italia ma da importanti istituti come il Centro Studi Livatino o la CEI.
Quando si dice “forte con i deboli e deboli con i forti”.

È l’ipocrisia di chi difende i diritti ad intermittenza, non per ideale ma semplicemente per bieco calcolo politico. Zan e Cirinnà, invece di nascondersi dietro iniziative di legge di parte, condannino apertamente e senza incertezze la violenza islamica contro gli omosessuali, a partire da quella perpetrata da Qatar e Arabia Saudita; la sinistra dica chiaramente che condanna la violenza contro gli omosessuali da chiunque provenga, islamici compresi.

Altrimenti non sono credibili.

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