M.O. Calovini (FdI): Governo Meloni in prima linea per evitare escalation militare

“Il conflitto in corso tra Hamas e Israele costituisce un nuovo, tragico gradino nella spirale crescente di violenza che circonda l'Italia, l'Europa e una buona porzione del mondo intero. E proprio per tale gravità non possiamo commettere errori nel capire cosa sta avvenendo, non possiamo commettere errori nel capire cosa è accaduto e comprendere quali strade debbano essere seguite. Il Governo italiano sta partecipando attivamente fin dalle prime ore dallo scoppio del conflitto a sostenere le iniziative dell'Unione Europea, dei partner e alleati internazionali volte ad evitare l'escalation militare e l'allargamento del conflitto nella regione per impedire che si cada nella trappola di uno scontro tra civiltà che avrebbe conseguenze inimmaginabili. Fondamentale è l'impegno di costruire un fronte solido e coeso tra gli alleati: per questo l'esecutivo ha accolto favorevolmente l'annuncio statunitense dell'avvio della missione ‘Prosperity Guardian', sostenuta da una coalizione di oltre quaranta Paesi. Inoltre, l'Italia, con Francia e Germania, ha proposto all'Unione Europea una missione navale a protezione del traffico marittimo nel Mar Rosso e per garantire la libertà e la sicurezza della navigazione”. Lo ha detto Giangiacomo Calovini, capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione Affari a Montecitorio, intervenendo in Aula alla sulle mozioni sulla crisi in Medio Oriente. “Durante il Consiglio Affari Esteri dell'Ue di gennaio, quasi la totalità dei Paesi dell'Ue, Italia in testa, si è espressa a favore di una soluzione che segua la linea dei ‘due popoli, due Stati'. Dal primo gennaio l'Italia presiede il G7 e fra le priorità individuate dal Governo c'è il Medio Oriente: occorre lavorare insieme per evitare l'escalation del conflitto ed il rischio del coinvolgimento di nuovi attori come Libano e Siria, ma anche di potenze come l'Iran e player geopolitici come la Russia e Cina che non disdegnerebbero di vedere distolte le attenzioni dell'Occidente da altri scenari critici”, ha concluso.

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