Ma quindi, cosa ha detto?

Silenzio, tutto tace nella stanza, nella quale i presenti sono fermi di fronte alla TV. Tutti pendono dalla bocca del Presidente del Consiglio, in attesa di sapere cosa ne sarà delle nostre vite in questa fase 2. Trepidazione, ogni volta sembra di trovarci di fronte al rigore di Grosso nella finale dei mondiali 2006.

Si, perché ormai, seppur ci stiamo abituando alle dirette su Tik Tok del Presidente del consiglio dei ministri, ogni volta ci aspettiamo sempre qualcosa di nuovo e bello che però, come Godot, non arriva mai. Ma il Presidente non è una figura banale, non agisce secondo schemi precisi e, come tutti i grandi campioni, improvvisa.

Ed è così che, per abbandonarsi all’improvvisazione, si fanno mille errori: mille errori nella comunicazione, mille errori nel disporre le misure ritenute necessarie, duemila errori facenti si che dopo ogni diretta, puntuale come il sorgere del sole dopo la notte, debba arrivare una nota di aggiornamento a spiegare ciò che è stato annunciato.

Ieri, 26 aprile 2020, forse si è sfiorato l’acme: nelle ore successive alla diretta i social sono impazziti, presi d’assalto da utenti preda di una sola domanda: “Ma quindi, cosa ha detto?”. Il protagonismo evidentemente non paga: nessuno vieta l’eccessiva esposizione mediatica. Ma, nel momento in cui ci si espone, presentarsi balbettando, contraddicendosi, roteando gli occhi in cerca di aiuto, muovendo freneticamente le mani alla ricerca di post – it evidentemente assemblati disordinatamente, non espone sicuramente ad una figura positiva.

Ma, al di là dell’aspetto esteriore, cosa è stato detto? Tante cose, in contraddizione tra loro e senza – probabilmente – l’adozione di una logica a 360 gradi.

Dal 4 maggio si potrà far visita ai parenti, nel rispetto delle distanze e con l’adozione delle mascherine. Ma sono anche vietati i ritrovi di famiglia. Quindi, supponiamo, bisognerà andare a trovare la zia Carla assicurandoci che nello stesso istante non venga la stessa idea anche al cugino Luigi e al cognato Antonio. O forse per aversi un “ritrovo di famiglia” servono più persone. Non lo sappiamo. Resterà un mistero.

Dal 4 maggio saranno riaperti i parchi, sarà possibile fare sport lontano da casa, si potranno celebrare i funerali. Ma alla presenza di massimo 15 persone. Non importa se sia un funerale di Stato, celebrato in un hangar di 10mila metri quadrati o in una stanzina 1 metro per 1 metro. Massimo 15 persone.

Dal 18 maggio potranno riaprire esercizi di vendita al dettaglio e musei, ovviamente rispettando le distanze. Però la distanza negli esercizi di vendita al dettaglio imporrà 1 cliente ogni 40mq. Mentre nei supermercati aperti finora bastava “rispettare le distanze”. E nei musei? E nelle Chiese?

Perchè nulla è stato previsto per le Chiese. Anzi no, perché subito dopo la conferenza stampa ha tuonato la CEI. E allora si fa dietro front: “nei prossimi giorni vaglieremo misure apposite per i luoghi di culto”.

Dal 1 giugno potranno riaprire, oltre i bar e i ristoranti, anche parrucchieri ed estetisti. Ma il 1o giugno è lunedì, son chiusi. Il 2 giugno è festa. Facciamo allora che riaprono il 3. Vediamo, ancora non si sa.

E sia chiaro, va imposto un tetto massimo al prezzo delle mascherine: “un prezzo equo, per remunerare le imprese in questo settore…intorno a 0.5 euro per le mascherine chirurgiche”. E tanto basta per far esplodere la bomba: farmacie in rivolta perché – secondo la legge della domanda e dell’offerta – avendo pagato le mascherine più del prezzo calmierato, non possono giustamente vendere in perdita.

Ma veniamo all’apoteosi di questi minuti, riavvolgendo il nastro. Ieri sera era stato specificato che le visite sarebbero state consentite solamente agli stretti congiunti, un termine non presente nel codice civile.

Panico tra le genti dinanzi ai televisori: cosa significherà? La fidanzata, il fidanzato, la moglie di terzo letto, l’amante? E allora, in mattinata, arriva la nota di palazzo Chigi tramite ANSA: “Fase 2: congiunti sono parenti e affini, no i fidanzati e chi non ha un legame giuridicamente rilevante”.

Grande delusione nella platea, i grandi amori restano separati, fin quando non si sa. Ma la Cassazione non la pensa così, e qualcuno lo fa notare ai piani alti.

Recita la sent. 7128 del 21.3.2013, Cass. Civ., Sez. 3, che anche “la convivenza non deve intendersi…come coabitazione, quanto come stabile legame tra due persone…dando risalto non al rapporto di coniugio…quanto alla sfera relazionale…in quanto tale”.

E allora gli animi tornano a chiedersi: quindi i fidanzati possono vedersi? Dicono di no.

Ore 17.30, ulteriore nota correttiva di Palazzo Chigi: “Dpcm: in congiunti compresi fidanzati e affetti stabili”.

Amor vincit omnia, ma si apre l’ennesimo caso: come si dimostra un affetto stabile? Non è che il “non sarà un tana libera tutti” sarà l’occasione per inventare “affetti stabili” pur di riassaporare la libertà?

Comunque vada, bene o male, ne usciremo. Di sicuro, con questi presupposti, ci sarà da piangere.

Nello Simonelli
Nello Simonelli
Nello Simonelli nasce ad Avezzano (AQ) il 26 novembre 1988. Sin da bambino interessato a tutto ciò che verte intorno al mondo del giornalismo e della scrittura, si laurea in giurisprudenza all’Università degli Studi di Teramo nel 2014, per poi dedicarsi ad attività che spaziano dal teatro alla dirigenza sportiva, dedicandosi ad ulteriori studi nel ramo del marketing e della comunicazione oltre che del diritto sportivo. Lavora presso lo Studio Legale Simonelli di Avezzano, è responsabile del circolo cittadino di Nazione Futura, scrive per diverse testate locali, nella Marsica ed in Abruzzo, e di approfondimento politico e sociale.

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