Manovra. Malan (FdI) a Il Giornale: «Rappresenta una svolta, fatta in soli 30 giorni. Futuro del nostro Paese non può essere l’assistenzialismo»

Senatore Lucio Malan, dal Mef fanno sapere che con i pochi soldi in cassa non ci saranno «fuochi d’artificio» per questa manovra.
«L’avevamo già detto in campagna elettorale: la priorità sarà data a misure per combattere il caro energia. Ci saranno comunque misure che rappresentano una svolta. Come una svolta rappresenta il fatto che la manovra è stata fatta in soli 30 giorni».
Quali le misure di svolta?
«Misure che allargano l’intervento sul cuneo fiscale, c’è la proroga di misure (anche molto onerose) in favore di famiglie e imprese sul piano del caro energia, c’è l’estensione della flat tax, ci sarà una revisione del reddito di cittadinanza per rendere maggiore nell’erogazione di questo servizio, ci sarà un intervento sull’ sui prodotti per l’infanzia e per le donne».
La prudenza annunciata dalla è condivisa dagli alleati?
«La prudenza è una scelta obbligata. Veniamo da tre anni in cui il debito pubblico è aumentato di 335 miliardi. È indispensabile una tenuta dei conti».
Ci sono, poi, anche i vincoli posti dall’Europa.
«Ovviamente. Ma ci sono anche i mercati da considerare. Guardi cosa è successo in Gran Bretagna, che pure non deve rendere conto alla Unione Europea dove la premier inglese Liz Truss è stata costretta alle dimissioni. Ci batteremo per semplificare i vincoli europei. Dobbiamo inoltre confermare la buona percezione di questo governo che hanno i mercati, che ha portato anche un abbassamento sotto i 200 punti dello spread».
Le reazioni al famoso bonus matrimonio sono state le più varie. Il suo collega Fabio Rampelli dice di estenderlo anche ai matrimoni civili.
«La famiglia e la rappresentano il primo punto del programma di Fratelli d’Italia. Ovviamente in questo momento l’emergenza energetica detta la nostra agenda. Già abbiamo in questa legge di bilancio interventi in favore delle famiglie con bambini. Sicuramente in futuro discuteremo e studieremo interventi capaci di invertire la tendenza della denatalità».
Per quanto riguarda l’autonomia differenziata sembra, al momento, che le regioni del sud prendano le distanze dalla proposta Calderoli.
«Occorrono provvedimenti equilibrati. Si può concedere alle regioni che lo ritengano possibile di gestire in autonomia alcune competenze esclusive. Ma non significa certo danneggiare le altre regioni. Piuttosto punterei l’attenzione sulla riforma presidenziali sta che bene si accompagna all’autonomia delle regioni».
Il governatore Occhiuto ha lanciato l’allarme sull’ipotesi dell’abolizione del RdC. In alcune regioni, dice, potrebbe portare un disagio sociale.
«Certamente non faremo interventi traumatici. È previsto uno scivolo ampio. E con i risparmi dal taglio del RdC si investirà proprio in quelle regioni più depresse al fine di incentivare l’impresa e la creazione di lavoro. Non possiamo pensare che il futuro di importanti aree del nostro Paese sia nell’assistenzialismo».

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