Manovra: Rizzetto (FdI), maggioranza scende in piazza ma in Parlamento si rimangia tutto

Da domani tornerò a rompere le… e lo farò fino a quando avrò fiato

“Quota 41 non come anticipo pensionistico ma come pensione dopo oltre 41 anni di contributi e sudore; salario minimo in ossequio all’art. 36 della Carta Costituzionale, almeno per i settori non coperti dai contratti collettivi nazionali; fondo pensione giovani: oggi chi ha 30-40 anni e non versa in modo continuativo i contributi si troverà con pensioni da pochi spiccioli al mese e per questa ragione occorre un fondo che garantisca loro una dignitosa sussistenza a 70 anni; ApeSociale per gli esodati residui, perché è scandaloso aver creato delle categorie che, ancora ad oggi, sono escluse dalla pensione. Queste sono solo alcune delle proposte di buon senso di Fratelli d’Italia presentate assieme alla collega Carmela Ella Bucalo e che la maggioranza ha bocciato in commissione Lavoro. Una maggioranza che scende in piazza al fianco dei lavoratori ma che poi, all’atto pratico, quando questi temi arrivano in Parlamento, si rimangia tutto. Vergogna. Io da domani tornerò a rompere le… e lo farò fino a quando avrò il fiato”.

Lo dichiara Walter Rizzetto, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Lavoro.

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