Maternità surrogata e ideologia gender non significano più libertà

La Chiesa si poggia da millenni su determinati pilastri che tutt'oggi non possono essere disconosciuti dai componenti del clero, a partire dal Papa e fino ad arrivare al parroco di campagna. Anzitutto, la difesa della vita, dal concepimento alla morte, la strenua tutela dell'ordine naturale lasciato da Dio sulla Terra e l'instancabile evangelizzazione per rendere l'uomo consapevole della sua dimensione spirituale e credente in un Oltre che ci attende dopo la conclusione dell'esistenza terrena. Però, la Chiesa cattolica non può che basarsi, attraverso tutta la propria Storia, su esseri umani incarnati, che, in quanto tali, oltre alla fisiologica imperfezione che non risparmia nessuno di noi, almeno in questa dimensione, possono avere anche idee diverse fra di loro pur senza rinnegare mai il magistero. Alcuni, inclusi i Pontefici, pongono l'accento più su taluni temi che su altri, e influisce non di poco il bagaglio teologico e culturale, che, insieme alla storia personale, non è identico per tutti.

Gli ultimi tre Papi, Karol Wojtyla, Joseph Ratzinger e Jorge Mario Bergoglio, sono stati descritti e percepiti come Pontefici molto differenti fra loro. Alcune differenze si sono rese evidenti e tali rimarranno nella Storia, anche se non mancano ricostruzioni forzate di coloro i quali, in e nella informazione, amano tirare per la giacchetta o meglio, per l'abito talare, Papi, cardinali e vescovi. Molto volgarmente, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI erano tutto sommato di destra e Papa Francesco sarebbe invece di sinistra. Bisognerebbe evitare queste semplificazioni e l'indicazione in questo senso ci arriva dall'esempio dell'indimenticabile Papa polacco. Wojtyla fu senza dubbio un eroe anticomunista con il merito di avere contribuito, insieme a Solidarnosc e all'America di Ronald Reagan, al crollo dell'URSS e del Muro di Berlino, ma, per esempio, negli ultimissimi anni della sua vita, si oppose alla guerra in Iraq intrapresa dagli USA di George W. Bush e non avversata dalla maggioranza delle destre occidentali. Quindi, è meglio non generalizzare e limitare la missione universale della Chiesa nel confronto politico destra-sinistra, conservatori-progressisti. Per dirla in parole semplici, ognuno fa il suo, chi ha responsabilità politiche da una parte e dall'altra, coloro i quali sono investiti del compito di diffondere il verbo divino nel mondo.

Ci può essere convergenza su diverse e grandi tematiche come è possibile anche l'affacciarsi di una certa freddezza reciproca in talune fasi storiche. Per esempio, la Santa Sede si è espressa, scrivendo il proprio pensiero nero su bianco attraverso un corposo documento, in merito all'attualissimo argomento della maternità surrogata e circa l'altrettanto contemporanea materia delle teorie gender. E ha assunto una posizione che combacia con le battaglie di tutti i partiti conservatori e patrioti delle Nazioni occidentali, a cominciare da Fratelli d'Italia, autore di proposte di legge restrittive riguardo all'utero in affitto, vietato in Italia, ma legale in alcuni Paesi.

Il Vaticano, tramite il Dicastero per la Dottrina della Fede, ha presentato lunedì un imponente documento, redatto nel corso di cinque anni e intitolato “Dignitas infinita”, in cui vengono affrontate e condannate tutte le gravi violazioni della dignità umana che affliggono il mondo. Guerre, povertà, violenze fisiche, abusi psicologici e sessuali, tratta delle persone e schiavitù. Si parla di tutto ciò che è contro la vita: omicidio, genocidio, aborto, eutanasia e suicidio volontario. E si arriva a quanto attira maggiormente l'attenzione dei commentatori della informazione, ovvero, la maternità surrogata e le tesi gender. Circa la prima, vengono citate le parole di Papa Francesco che sintetizziamo: “Ogni vita umana, a partire da quella del nascituro nel grembo della madre, non può essere soppressa, né diventare oggetto di mercimonio.

Al riguardo, ritengo deprecabile la pratica della cosiddetta maternità surrogata, che lede gravemente la dignità della donna e del figlio. Essa è fondata sullo sfruttamento di una situazione di necessità materiale della madre. Un bambino è sempre un dono e mai l'oggetto di un contratto. Auspico, pertanto, un impegno della Comunità internazionale per proibire a livello universale tale pratica”. In merito alle seconde, la Chiesa sottolinea che ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, deve essere rispettata e difesa da discriminazioni e violenze, ma nel contempo, la Santa Sede mette in guardia dalle criticità presenti nella teoria del gender, che è pericolosissima perché pretende, come afferma di nuovo Papa Francesco, di cancellare le differenze e rendere tutti uguali. Questi richiami, non solo piacciono a noi conservatori, ma rappresentano proprio quei pilastri ideali insostituibili della Chiesa cattolica dei quali abbiamo parlato all'inizio. Chiunque abbia un cuore può comprendere la frustrazione di quelle coppie che desiderano un figlio, ma per varie ragioni si trovano impossibilitate a realizzare questo sogno.

Tuttavia, l'aspirazione a procreare non deve diventare una volontà egoistica, costi quel che costi, e chi, legittimamente, non vuole legarsi con nessuno a livello sentimentale e però, qui un po' meno legittimamente, vuole comunque un erede, beh, non dovrebbe ricevere l'incoraggiamento a compiere delle scelte del tutto egocentriche ai danni di altre vite umane. Un bambino può venire al mondo solo grazie all'amore fra un uomo e una donna, e non è un appartamento vendibile o affittabile, e neppure un'auto da noleggiare per un certo periodo di tempo. La pratica della maternità surrogata e dell'utero in affitto non può essere tollerata perché genera ogni tipo di solipsismo a scapito, appunto, della dignità umana. La donna che porta a termine una gravidanza per altri viene solitamente pagata, perché di questo si tratta e dobbiamo parlarci chiaro, perciò, il ricorso all'utero in affitto non è accessibile per tutti, ma solo per coloro i quali godono di una buona situazione economica.

In tutto questo, non si intravede progresso, modernità e nuove libertà, bensì, soltanto un aberrante business del mondo contemporaneo. E non scorgiamo nuovi diritti giustamente conquistati neppure nelle teorie gender, anche se osserviamo da un punto di vista laico e liberale. È fuori discussione, pure da parte della Chiesa, il rispetto per le persone omosessuali e si conviene, ormai in maniera diffusa, sulla opportunità di norme, già esistenti in Italia e in gran parte dell'Occidente, atte a regolare le cosiddette coppie di fatto, fra le quali, quelle omosessuali, ma tutto ciò che va oltre, richiesto con forza e con attività lobbistica persistente da chi trasforma la tutela delle diversità in ideologia, si scontra con la natura, la dignità umana, tema centrale del documento Dignitas infinita, e la sensibilità della maggioranza delle donne e degli uomini di questo pianeta.

Se si vuole imporre, e gli ideologi del gender preferiscono costringere i governi a legiferare anziché convincerli, degli argomenti che non sono condivisi dai più, pensiamo alle adozioni per le coppie gay, alla fluidità di genere sancita per legge, alla relativizzazione della sessualità a partire addirittura dalla adolescenza, non si crea un mondo più libero, e nemmeno liberale, ma solo dirigismo prepotente e a tratti violento, se pensiamo a chi vuole coinvolgere finanche i bambini e la loro fisiologica innocenza nella messa in discussione dell'ordine naturale.

Roberto Penna
Roberto Penna
Roberto Penna nasce a Bra, Cn, il 13 gennaio 1975. Vive e lavora tuttora in Piemonte. Per passione ama analizzare i fatti di politica nazionale e internazionale da un punto di vista conservatore.

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