Meloni in Serbia: UE non è un club, allargare ai Balcani

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato ieri a Belgrado il Presidente della Repubblica di Serbia, Aleksandar Vučić, con il quale ha rilasciato dichiarazioni alla stampa. Pubblichiamo video e trascrizione integrale.

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Buongiorno a tutti.

Voglio dire al Presidente Vučić che in qualità di ospite è già stato straordinario. L'accoglienza che abbiamo trovato stamattina è stata un'accoglienza che davvero ci ha molto colpito, lo ringrazio e sono certa che, da questa mia prima visita da Presidente del Consiglio italiano in Serbia, relazioni che sono già molto importanti e molto significative possano ulteriormente rafforzarsi.
Noi col Presidente Vučić ovviamente abbiamo avuto occasione di incontrarci molte volte, ma ci tenevo a dare seguito a una visita che era programmata da tempo e che io considero importante nell'ambito di relazioni che sono molto importanti.

Italia e Serbia, soprattutto nell'ultimo periodo, hanno moltiplicato le loro iniziative bilaterali – il Presidente Vučić citava il Business Forum -; siamo pronti a riprendere anche il dialogo intergovernativo. Ci sono davvero molte iniziative che stiamo portando avanti insieme e sicuramente il valore del nostro interscambio, che è un valore eccellente, può crescere e crescerà: c'è già molta Italia qui in Serbia – molte aziende italiane che qui investono, che contribuiscono a un'occupazione che più o meno coinvolge circa 50.000 lavoratori – ma si può fare di più.

Credo che il fatto che Belgrado sia la prima città al mondo nella quale hanno aperto degli uffici, aziende italiane di estrema importanza, aziende partecipate dallo Stato, la Cassa Depositi e Prestiti e diverse altre, Simest, Sace, racconti della attenzione che c'è da parte del mondo imprenditoriale italiano a investire in questa Nazione, anche sulla base del lavoro che il governo del Presidente Vučić ha portato avanti. Credo che questo vada riconosciuto. 
I risultati economici che sono stati portati avanti, che sono stati raggiunti negli ultimi anni, sono oggettivamente straordinari e richiamano l'interesse delle aziende italiane, del sistema istituzionale italiano, delle Regioni italiane che in Italia rappresentano una locomotiva a continuare a rafforzare questo nostro rapporto.

Ci sono oggi molte sfide che sempre le crisi comportano e quelle sfide offrono delle opportunità: penso a tutto il tema della transizione energetica, penso al tema dell'innovazione, penso al tema dell'intelligenza artificiale. Ci sono molte questioni sulle quali oggi Italia e Serbia possono lavorare ancora di più, ancora meglio insieme e sono estremamente contenta che si abbia l'opportunità, anche tra Leader che si capiscono facilmente, di rafforzare queste opportunità di investimento, di rafforzare reciprocamente le nostre economie.

Tutto questo e tutto il lavoro che Italia e Serbia stanno facendo insieme dimostra la rilevanza strategica che l'Italia attribuisce alla Serbia. Anche per questo siamo stati e continueremo a essere – voglio dire anche questo con estrema chiarezza – tra i principali sostenitori del processo di allargamento – così si chiama nel dibattito europeo, io l'ho sempre definito riunificazione dell'. Io penso che l'Europa non sia un club, penso che non sia un club nel quale qualcuno decide chi sia europeo e chi non sia europeo, è stata la storia e la geografia a decidere chi è europeo. E credo che quello che le europee debbano fare è un processo serio, il più possibile veloce, per garantire questa riunificazione, particolarmente nel contesto internazionale molto complesso nel quale noi ci muoviamo. L'Europa non potrà dirsi davvero unita fin quando i Balcani occidentali non avranno fatto ingresso nella famiglia europea intesa come Istituzione. Il Presidente Vučić sa benissimo che può contare sul sostegno e sull'impegno dell'Italia, a partire dal prossimo Consiglio europeo, che è un Consiglio europeo da questo punto di vista molto importante, anche per velocizzare l'accesso graduale al Mercato unico, come è stato indicato nel Piano per la crescita che è stato presentato dalla Commissione europea.

Chiaramente l'integrazione europea dei Balcani occidentali è una strada che noi dobbiamo continuare a percorrere, anche perché è fondamentale per garantire a questa regione, e conseguentemente all'Europa intera, maggiore sicurezza e più crescita economica. 
La Serbia sta già dando il suo contributo, io sono certa che continuerà ad avere un approccio costruttivo nel dialogo facilitato dall'Unione europea con il Kosovo – abbiamo parlato anche di questo. L'Italia è ovviamente convinta sostenitrice di questo processo, crediamo che si debba lavorare per dare piena e pronta attuazione agli impegni assunti dalle parti con gli accordi che sono già stati raggiunti.

Ma sono molti altri i temi sui quali noi pensiamo che si possa collaborare tra persone serie, pragmatiche e che cercano di immaginare soluzioni ai problemi. Abbiamo parlato di e di sicurezza, un'altra materia che sta particolarmente a cuore, come voi sapete, all'Italia. Il contrasto all'immigrazione irregolare, per quello che riguarda la rotta balcanica, è un obiettivo che Roma e Belgrado condividono. Voglio anche qui ringraziare la Serbia per gli sforzi che sta dimostrando questa direzione. Noi siamo convinti che le nostre energie debbano spostarsi sulla dimensione esterna del problema per affrontarlo prima che arrivi in Europa. Ovviamente la dimensione esterna è l'elemento per noi centrale nel contrasto ai flussi illegali, che è anche l'unico modo per risolvere l'annosa questione dei movimenti secondari.

Chiaramente abbiamo parlato delle crisi in atto, della guerra di aggressione russa all'Ucraina. Conoscete la posizione italiana, continuiamo a sostenere a 360 gradi l'Ucraina per garantire la sua libertà, la sua sovranità. Abbiamo parlato della crisi in Medio Oriente, di come si possa tutti quanti e si debba tutti quanti lavorare per impedire una escalation del conflitto che potrebbe portare conseguenze per noi oggi inimmaginabili. L'Italia, come sapete, è molto impegnata soprattutto sul fronte umanitario: noi abbiamo già inviato una nostra nave – la nave Vulcano – sulla quale è allestito anche un ospedale da campo; stiamo cercando di dare il nostro contributo sul piano umanitario ai civili di Gaza. 

Quindi siamo Nazioni impegnate a 360 gradi per quello che riguarda i nostri rapporti bilaterali, per quello che riguarda la dimensione europea e per quello che riguarda il ruolo che Nazioni importanti devono avere nell'attuale contesto estremamente complesso che viviamo a livello internazionale. 

Voglio ringraziare ancora una volta il Presidente Vučić per l'accoglienza. Io sono molto soddisfatta di questa visita, che non è ancora finita – quindi c'è ancora molto da scoprire -, che però ci regala relazioni che io credo possano essere sempre più forti, ci regala un futuro che è sicuramente promettente. Sono certa che continueremo a lavorare insieme perché le nostre Nazioni percorrano quella strada con decisione, con uno spirito di forte partenariato e con amicizia, perché ci siamo trovati molto spesso e su tante questioni. Il Presidente Vučić è una persona abituata a parlare sempre chiaro. Io sono stata colpita da lui dall'inizio per questo, perché sono ugualmente una persona abituata a parlare sempre abbastanza chiaro e le persone che parlano chiaro alla fine sono quelle che si capiscono meglio, e sicuramente anche questo aiuta e rafforza le nostre relazioni.

Quindi grazie Presidente, grazie per questa accoglienza e grazie a voi.

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La Redazione de La Voce del Patriota
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