: Fratelli d’Italia presenta norma per aumentare i respingimenti

Se non hai diritto all’Asilo o alla Protezione UE devi tornare da dove sei venuto. Così in sintesi la proposta di Fratelli d’Italia, sostanziata in un ddl visto che come spiega Giorgia a LA7,la protezione umanitaria esiste solo in Italia ed e’ aggiuntiva rispetto alla convenzione di Ginevra, che consente di restare mediamente al 7 per cento dei , e alla protezione sussidiaria dell’Unione Europea in forza della quale resta un altro 9 per cento. Noi abbiamo detto nella nostra proposta che vogliamo toglierla dal circuito dell’accoglienza, perche’ la protezione umanitaria e’ il cappello che e’ stato dato per mantenere gente in Italia che non aveva diritto di restare in Italia , che non scappava dalla guerra e che non fuggiva dalla violenza“.  E aggiunge: “possiamo anche lasciarla nelle mani del ministro dell’Interno che puo’ usarla per alcuni casi, l’importante e’ toglierla dal circuito dell’accoglienza, cioe’ dalle commissioni territoriali, e lasciare la protezione sussidiaria e la convenzione di Ginevra. Che poi e’ quello che fanno in Francia“.

Il DDL. Protezione Umanitaria: una sanatoria ingiustificata. Fratelli d’Italia ha presentato un ddl per abolire l’uso della protezione umanitaria da parte della Commissioni territoriali. L’istituto resta nel nostro ordinamento, come strumento a disposizione del Ministero dell’Interno, ma con la  proposta di legge del partito della destra italiana, il suo utilizzo viene eliminato dal circuito dell’accoglienza, impendendo così che le Commissioni territoriali ne facciano un abuso, al limite della sanatoria indiscriminata, per coloro i quali, non avendo diritto all’asilo o alla protezione sussidiaria, non avrebbero titolo alcuno per essere accolti nel nostro Paese. Infatti, anche se è tecnicamente il Questore a concedere questo permesso, di fatto la questura non ha alcun potere di indagine o discrezione e si deve limitare a concedere la protezione umanitaria sulla base della segnalazione della Commissione territoriale.

Un istituto pensato in tempi in cui, la fine degli anni ’90, i flussi migratori erano esponenzialmente ridotti rispetto ad oggi. Un istituto che oggi lancia il messaggio sbagliatissimo che è sempre il caso di provare a chiedere asilo, perché non si sa mai che si riesca a ottenere nel caso peggiore un permesso temporaneo per grazie alla protezione umanitaria. Questo porta come risultato un ulteriore ingolfamento della macchina dell’accoglienza che cerca di fronteggiare il flusso abnorme e straordinario di questi anni.

Redazione
La Redazione de La Voce del Patriota

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[…] è riuscito a fare in Messico quello che Giorgi predica da anni in Italia: gli hot spot di accoglienza in territorio straniero. In pratica, un richiedente asilo negli Stati […]

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