Migranti, Weber (Ppe): Italia va ringraziata, servono misure concrete da parte UE

“Sulla migrazione servono misure concrete di solidarieta' verso l'Italia da parte degli altri Paesi Ue. Per questo il gruppo del Ppe ha chiesto questa settimana un dibattito speciale al Parlamento Ue per cercare solidarieta' verso l'Italia”. Così in una intervista al “Corriere della Sera” Manfred Weber, presidente e capogruppo al Parlamento Ue del Partito popolare europeo, che da mesi si sta spendendo in prima persona per l'alleanza guidata da . L'Ue come puo' aiutare l'Italia:
“Stiamo andando incontro a un'altra grande crisi migratoria in Europa. Ed e' per questo che il Ppe sostiene pienamente il governo italiano nel dare priorita' a questo tema a livello europeo. Abbiamo bisogno di azioni comuni e ci rammarichiamo molto del fatto che da parte della Commissione e degli Stati Ue non ci siano molta consapevolezza, ne' ascolto ne' molta azione verso un problema serio”. Il piano presentato da von der Leyen in febbraio “e' buono, ma siamo in ritardo nell'attuazione. La gestione congiunta del fenomeno con i Paesi del nord Africa non deve essere vista solo come uno sforzo italiano per fermare la partenza dei barconi. Servono subito accordi di riammissione chiari con i Paesi di origine. Per anni la Commissione li ha promessi, deve accelerare. Se un migrante non ha diritto alla protezione deve tornare a casa. A livello Ue – continua Weber – la solidarieta' non funziona. Ringrazio il governo italiano per il modo in cui accoglie i migranti e cerca di salvarli e aiutarli. Quando abbiamo un numero cosi' alto di arrivi e il governo italiano cerca di gestire le cose in modo serio, gli altri Paesi come la Germania e la Francia devono aiutare. Il governo tedesco e francese, ma anche gli altri, non possono stare a guardare, devono portare volontariamente i migranti con un diritto di asilo sul loro territorio”. Mercoledi' il Ppe presentera' un emendamento al bilancio Ue 2024 per finanziare la costruzione di muri alle frontiere esterne dell'Ue: “I muri dovrebbero essere un'eccezione, l'ultima risposta, ma se non e' possibile fermare in un altro modo l' clandestina, allora bisogna anche essere pronti a costruire le recinzioni. Tutti i Paesi con un confine esterno ne stanno erigendo: la Grecia con la Turchia, la Polonia e la Lituania con la Bielorussia, la Finlandia con la Russia quando ancora il governo era socialista, la Spagna a Ceuta e Melilla. Il Ppe pensa che l'Ue debba finanziare queste recinzioni perche' non si tratta di proteggere confini nazionali ma quelli europei”.

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La Redazione de La Voce del Patriota
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