Nel governo non si parlano più. Meno male…

“Con i 5stelle è finita”. Secondo alcuni sarebbero queste le parole pronunciate da al ritorno della sua missione in Tunisia con il premier Conte. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Agi, e la notizia è stata ripresa anche dal Corriere della sera. Il risultato, sempre a dare retta alla voci, sarebbe stata una vera “ola” di gioia partita da Via Bellerio e che ha attraversato tutto lo Stivale da una sezione all’altra della Lega.
Che ormai il partito di non veda più di buon occhio l’alleanza con i grillini, è noto a tutti. Ma del resto come è possibile vivere un’alleanza di governo dove ogni scusa è buona per litigare o addirittura per insultarsi? Nemmeno “il fascino della poltrona” che pure tutti sembra ammaliare, a un certo punto è sufficiente per sopportare tutto e mandar giù bocconi amari a ripetizione. Così alla fine, riporta il Corriere, Salvini, Di Maio, Conte e Giorgetti non si parlano più, proprio come i bambini delle elementari quando litigano a scuola, e nel caso specifico dei nostri governanti, non si capisce nemmeno se questo silenzio sia in realtà un vero svantaggio, o invece una manna dal cielo per farci riposare occhi e orecchie da dichiarazioni sempre irritate, sempre aggressive ma, soprattutto, sempre inutili.
Così, eccoci allo stallo, una posizione mai positiva dovunque si presenti, una sorta di anticamera prima del disastro, sempre che un’eventuale caduta del governo giallo verde possa essere considerata tale. Di Maio va in giro a raccontare i “grandi” successi del suo governo che però non sembrano avere consistenza oltre alle parole. L’Italia non cresce e non migliora. Al di là dei proclami grillini, la povertà non è stata per niente sconfitta e in previsione della bella stagione che ancora manca, anche il problema sembra ben distante dall’essere stato risolto. Per non parlare del reddito di cittadinanza, che sta facendo la gioia di rom e stranieri, molto meno degli autoctoni. In tutto questo si attende il 26 di maggio con la speranza che gli italiani si mettano una mano sulla coscienza e votino secondo il proprio interesse personale e non secondo stantie ideologie.
Ci vorrebbe davvero un cambiamento in questa Nazione, ma l’unico possibile è ad appannaggio di una donna, e non sembra che gli italiani siano pronti a farsi guidare da un premier con la gonna, come già accade in Gran Bretagna da decenni – vedi Thatcher e ora May – , la Merkel in Germania, e altre signore in svariati Paesi, in Europa e nel Mondo. con la sua carica, la sua volontà, la lettura sempre corretta di quello che la circonda, una visione chiara e netta, potrebbe essere capace di tirarci fuori dal guado, se non altro per la positività che emana ma gli italiani fanno ancora fatica a seguirla in massa perché è femmina, inutile girarci intorno, e le donne dalle nostre parti le vediamo meglio in cucina che a Palazzo Chigi. Peccato.

RK Montanari
RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.

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