Il Governo si attiva contro le “fake news”. Come Orban.

Ieri il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Andrea Martella, ha annunciato l’istituzione di task-force anti fake news relative al COVID-19: “Era un passaggio doveroso, a fronte della massiccia, crescente diffusione di disinformazione e fake news relative all’emergenza COVID-19. Come ho spiegato ed annunciato nei giorni scorsi, ho firmato il decreto che istituisce presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri questa task force che d’ora in avanti avrà vari compiti: dall’analisi delle modalità e delle fonti che generano e diffondono le fake news, al coinvolgimento di cittadini ed utenti social per rafforzare la rete di individuazione, al di sensibilizzazione attraverso campagne di comunicazione. Tutto questo in stretta collaborazione con Agcom, Ministero della Salute, Protezione Civile ed avviando partnerships con i soggetti del web specializzati in fact-checking, i principali motori di ricerca e le piattaforme social. Dal Governo arriva dunque una risposta all’insidia della disinformazione che indebolisce lo sforzo di contenimento del contagio”.

Insomma, un intervento in tempo di crisi molto simile a quello fatto da Orban con la legge che ha attribuito poteri speciali al suo governo, nei modi e termini stabiliti dalla Costituzione ungherese. Però chissà perché il provvedimento di Orban, ce prevede sanzioni penali per chi ostacola volontariamente l’efficacia delle misure di contenimento della pandemia con la diffusione di informazioni false, che è stato approvato con legge ordinaria (votata da un parlamento, ndr), ha creato tanto scompiglio; mentre da noi, un provvedimento simile, approvato però non con legge ma con decreto ministeriale (non votato da nessuno, ndr), quindi senza passare per le camere, senza quindi un dibattito parlamentare e senza il parere dell’opposizione, non ha fatto storcere il naso a nessuno, né in Italia né in Europa.

Come sempre, questa classe politica improvvisata ci regala grandi prove di doppiopesismo. Se una cosa la fa un parlamento non amico, magari anche sovranista, è pessima e liberticida; se la stessa cosa la fa un governo amico o io stesso, diventa magicamente buona, giusta e democratica. Anche se la si fa senza ascoltare l’opposizione.

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