Polonia, i social non potranno censurare i cittadini. Progetto di legge al vaglio del Governo.

Il Ministro della Giustizia polacco, Zbigniew Ziobro ha annunciato un’iniziativa di legge giovedì, volta a permettere agli utenti di Internet di presentare reclami contro la rimozione dei post online e la creazione di un tribunale speciale per la libertà di parola.

Il Ministro Ziobro ha detto che lo scopo del disegno di legge era quello di dare agli utenti di internet la sensazione che i loro diritti siano protetti e che i loro post non possono essere arbitrariamente rimossi dalle piattaforme online.

La nuova legge verterà sulla libertà di esprimere le proprie opinioni e di cercare e diffondere informazioni su internet.

In base alle sue disposizioni, i servizi dei social media non potranno rimuovere i contenuti o bloccare gli account se il contenuto su di essi non viola la legge polacca. In caso di rimozione o blocco, è possibile inviare un reclamo alla piattaforma, che avrà 24 ore di tempo per esaminarlo. Entro 48 ore dalla decisione, l’utente potrà presentare una petizione al tribunale per la restituzione dell’accesso. Il tribunale prenderà in considerazione i reclami entro sette giorni dal ricevimento e l’intero processo dovrà essere elettronico.

“Spesso le vittime delle tendenze alla censura ideologica sono anche i rappresentanti di vari gruppi che operano in Polonia, il cui contenuto viene rimosso o bloccato, solo perché esprimono opinioni e fanno riferimento a valori inaccettabili dal punto di vista delle community… con un’influenza sempre più forte sul funzionamento dei social media”, ha detto Ziobro.

“Ci rendiamo conto che non è un argomento facile, ci rendiamo conto che su internet dovrebbe esserci anche una sfera di garanzie per tutti coloro che si sentono calunniati, una sfera di limitazione dei vari contenuti che può portare con sé un impatto negativo sulla sfera della libertà degli altri”, ha detto. “Ma noi vorremmo proporre strumenti che permettano ad una parte e all’altra di chiedere la decisione di un organo che possa giudicare se i contenuti che appaiono su un tale e tal altro social media violano davvero i diritti della persona, se possono essere eliminati o se invece c’è la censura”.

Se un tribunale speciale si pronuncia a favore dell’attore e il servizio internet non obbedisce alla sentenza, può assoggettare il servizio internet a una multa fino a 8 milioni di PLN (1,8 milioni di euro) imposta dall’Ufficio delle Comunicazioni Elettroniche.

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