Niall Ferguson e il crollo morale dell’Occidente di fronte alla pandemia

Come l’occidente è crollato eticamente di fronte alla pandemia? Se lo chiede Niall Ferguson in un lungo pezzo del “Wall Street journal” del 30 aprile, un’anticipazione del suo nuovo libro, in uscita a giorni Doom. The Politics of catastrophe (Penguin). Ferguson, uno dei principali storici ed intellettuali conservatori al mondo, mostra che le società del passato, anche recente, hanno reagito ad epidemie e pandemie, non meno virulenti del Civid anzi spesso di più, senza suicidarsi, come invece abbiamo fatto noi, distruggendo o quasi il nostro apparato produttivo, bruciando quantità di ricchezza ma soprattutto inaridendo il capitale sociale. La ragione è che le società del passato erano più robuste e strutturate: più cariche di valori, in luogo dell’attuale in cui il nichilismo individualista coincide con la parola d’ordine “la salute prima di tutto” e la paura prevalente è quella della morte del corpo – la più più stupida di tutte le paure.

Quando nel 1957 Elivis Presley cantava Let me be your Teddy Bear, gli Stati Uniti e l’Occidente tutto erano sconvolti dall’ “asiatica” che, ricorda Ferguson, diversamente dal Covid colpiva soprattutto i giovani, nella fascia di età tra i 15 e il 24 anni. Quanto alla mortalità, uccise nel mondo una milione e mezzo di persone: il Covid ne ha prodotto il triplo, ma, come nota Ferguson, è lo stesso tasso di popolazione che allora fu attinto dall’asiatica, cioè lo 0,004%, mentre la “spagnola” del 1918-1919  ebbe un tasso di mortalità del 1,7%

Molto simile al Covid, la reazione all’asiatica da parte della presidenza Eisenhower fu del tutto diversa da quella di Biden o dei governi europei. Nessun stato di emergenza, nessun lockdown, nessuna chiusura di scuola, nessun aumento scriteriato di spesa pubblica.

La ragione dell’isterismo attuale, prima dei poteri pubblici e dei media quindi conseguentemente della popolazione, sottoposta ad un autentico lavaggio del cervello fondato sulla “politica della paura”, va cercata secondo Ferguson in un fattore culturale e antropologico. Gli americani (e gli europei) degli anni cinquanta sapevano che non esisteva un rischio zero, e vivevano in una società “con una più forte vita familiare, con una vita di comunità e religiosa meglio pronta a far fronte alla morte rispetto alla nostra società priva di struttura e slabbrata”

Un’altra differenza è politica: il governo federale (e Ferguson parla sempre degli Usa) nel 1957 era assai meno espanso di oggi: 7,8 milioni di funzionari contro i 22 milioni di oggi. E una società in cui il peso dello Stato, cioè della burocrazia, è cosi pressante è anche una società che più facilmente affida la propria salvezza ai funzionari e al governo; fino a farsi rinchiudere in casa “per il proprio bene” .

Se il romanzo del 1957 era On the Road di Jack Kerouac, il cui protagonista accenna all’asiatica in due sole righe (“una seria malattia di cui tuttavia non voglio parlare per non annoiare”), quello di oggi quale sarà? Magari sarà scritto da un Francesco Piccolo che, terrorizzato dal virus, voleva che le autorità pubbliche lo allontanassero dai propri figli per timore di contagio. E come si chiamerà: lDal tinello? Ovviamente, che i sessantottini seguaci di Kerouac siano diventati ora i fautori della reclusione in casa è solo la conferma di quanto quella temperie fosse animata da nichilismo individualistico. Un virus assai peggiore del Covid, che negli anni Cinquanta ancora non aveva reso molle e degenere il corpo occidentale.

Marco Gervasoni
Marco Gervasoni (Milano, 1968) è professore ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi del Molise, editorialista de “Il Giornale”, membro del Comitato scientifico della Fondazione Fare Futuro. Autore di numerose monografie, ha da ultimo curato l’Edizione italiana delle Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia di Edmund Burke (Giubilei Regnani) e lavora a un libro sul conservatorismo.

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Cristina

Proprio così. Ora quelli che non vogliono vaccinarsi ( come me), sono additati come potenziali suicidi. Sembra che il vaccino impedirà di morire anche per altre cause. Il lavaggio è stato fatto alla temperatura massima. Grazie

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