Niente proroga delle scadenze fiscali. Centinaia le imposte da pagare entro fine mese.

Niente proroga per le scadenze fiscali di luglio nonostante il pressing degli operatori professionali e di buona parte della politica. Il Governo non ha voluto concedere un’ulteriore rinvio a settembre dei versamenti delle imposte sui redditi e da oggi, fino al 31 luglio, 4,5 milioni di contribuenti dovranno affrontare il pagamento di molti adempimenti. Sono tanti i commercianti, i lavoratori e le partite che, a causa del Coronavirus, non hanno i soldi per pagare le tasse  e ad essi si aggiungono i commercialisti che hanno minacciato di entrare in sciopero se non arriveranno delle risposte concrete dal Governo.
Gli adempimenti da pagare sono veramente tanti, si parla che, in sole due settimane, i contribuenti italiani dovranno affrontare una pressione fiscale che conta 246 scadenze a carico dei lavoratori autonomi e 115 a carico di commercianti, artigiani e piccoli imprenditori. Tra saldo 2019, acconto 2020 delle imposte sui redditi per gli imprenditori e partite ed il saldo della cedolare secca, entreranno nelle casse dello Stato ben 8,4 miliardi di euro.
Un appuntamento veramente pericoloso per il futuro dell’economia italiana perché arriva dopo tre mesi di blocco totale causati dal lockdown, durante i quali molti soldi degli italiani sono stati spesi per mantere le attività in vita e per sopperire alla mancanza di reddito, causata anche dalla lentezza della macchina burocratica che ha neutralizzato, in parte, gli aiuti di Stato. Molte categorie produttive e professionali stanno chiedendo più tempo per pagare le tasse perchè non sono nelle condizioni oggettive per far fronte a questo imbuto fiscale.
A sbarrare la strada ad un’ipotesi di rinvio dei versamenti delle imposte è stato il Ministero dell’Economia, sostenendo che avrebbe aggravato la situazione dei conti pubblici e causato un ingorgo fiscale a settembre. Il ministro  Gualtieri ha annunciato che ripartiranno i lavori sulla riforma fiscale interrotti a causa della pandemia. La riforma dovrebbe prevedere il taglio delle tasse, dei provvedimenti di semplificazione e, nello specifico, la riduzione dell’Irpef sul e l’introduzione dal 2021 dell’assegno unico.
Per Confcommercio il mancato rinvio dei versamenti rischia di mettere in ginocchio le imprese e chiede un provvedimento urgente per riaprire i termini dei pagamenti. «Il mancato rinvio delle scadenze fiscali – dichiara il presidente di Confcommercio Carlo – è un errore perché peggiora la situazione del sistema imprenditoriale, già in grave difficoltà per la crisi, ed innalza il rischio chiusura delle imprese con un impatto negativo sui conti pubblici, ben maggiore rispetto a quello della proroga».
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