Niente scuola per i bimbi di rientro dalla Cina?

Dice Marco Di Maio, deputato della creatura renziana Italia Viva, che è da considerare addirittura “ripugnante” che tre regioni a guida leghista – Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia – abbiano chiesto che i bambini di ritorno dalla Cina (bada bene, non importa di che nazionalità, razza o etnia), vengano tenuti lontani dalla scuola per 14 giorni come ulteriore garanzia al blocco del contagio tra i più giovani, che poi sono anche una delle categorie a maggior rischio per quel che riguarda il coronavirus.

Ma perché l’onorevole Marco Di Maio (che se il cognome è un destino, allora stiamo a posto!) è tanto scandalizzato da una simile richiesta che, al limite, può essere considerata un po’ esagerata, ma poi nemmeno tanto. Se la pericolosità di questo virus che tutte le autorità fanno a gara a sminuire, è così bassa e limitata, perché prendersi la briga di mettere in quarantena 70 milioni di persone come è accaduto in Cina? Comunque, per tornare a Marco Di Maio, dice l’onorevole che i tre presidenti leghisti “fanno speculazione politica sfruttando le legittime preoccupazioni delle persone”, e aggiunge: “Chi ha ruoli istituzionali dovrebbe contribuire, più di tutti gli altri, ad abbassare il livello d’allarme e non ad alzarlo fino a questi livelli di discriminazione”.
In realtà, se nella richiesta leghista c’è discriminazione, essa riguarda solo la zona di provenienza prima dell’arrivo in Italia. Si parla infatti di bambini provenienti dalla Cina, non bambini cinesi, quindi ragazzini che potrebbero essere di qualsiasi nazionalità, razza, colore o etnia, e nulla cambierebbe, compreso se si trattasse di italiani.

Anche il discorso di voler abbassare il livello d’allarme a tutti i costi, non è che poi alla fine ci faccia troppo piacere. La preoccupazione deve essere quella giusta, l’eventuale tranquillità ce la deve fornire chi ci governa anche rispondendo in modo sensato alle richieste della gente per quanto assurde esse possano apparire. Quindi, se non serve alzare il livello dell’allarme – sempre che poi ci sia qualcuno che desideri farlo, quasi che il coronavirus abbia una casacca politica – non serve nemmeno attaccare continuamente chi non è in perfetta sintonia con le versioni ufficiali che vengono offerte sulla faccenda. Almeno, se non si vuole dare l’impressione che la sinistra sia tuta schieratta alla sottovalutazione del problema e la destra invece stia soffiando sul fuoco per aggravare la situazione. Ma allora, in questo posizionamento, dove inserire i 52 italiani appena rientrati da Wuhua, e che hanno descritto quello che si sono lasciati alle spalle come una “Chernobyl”?

Tanta confusione non sarà mica causata da questa storia che qualche dubbio lo ha sollevato da sju ? I cinesi ne erano al corrente almeno dai primi di dicembre, ma se ne sono riccamente fregati di avvertire il resto del mondo per non rovinare i loro affarucci che sotto Natale tirano particolarmente. Poi, quando le notizie sono trapelate ed è diventato impossibile contenerle, così come contenere l’epidemia, ecco arrivare le spiegazioni e pure le scuse. E 70milioni di poveri disgraziati chiusi in casa, in città trasformate da formicai in siti fantasma, dove solo una persona per famiglia gode di brevi permessi per uscire di casa a cercare cibo e medicine. E si è andati avanti così, fino a una manciata di giorni fa, quando in Italia ancora atterravano tranquillamente aerei provenienti dalle zone dell’epidemia, e l’unica precauzione presa è stata misurare la febbre agli ultimi 220 passeggeri sbarcati a Fiumicino.

Poi, dicono i nostri governanti, gli aeroporti sono stati chiusi agli aerei in arrivo da quelle zone. Bravi, e per il resto dei voli, quelli in arrivo da paesi terzi? Magari anche paesi europei? Che accordi erano stati fatti? Nessuno? E allora a che serviva inibire l’atterraggio sul suolo italiano a voli in arrivo dalla Cina quando qualsiasi passeggero proveniente da quelle zone avrebbe potuto atterrare in altro aeroporto europeo e da lì arrivare da noi in un paio d’ore? A niente, è la risposta giusta.

Perciò, superficialità e pressapochismo già li abbiamo registrati, e magari sono pure normali perché quello che sta accadendo per fortuna non è cosa di tutti i giorni. Ma da ora in poi, basta dilettanti allo sbaraglio.

RK Montanari
RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.

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