Oggi il voto su Di Maio, ma Grillo ha già deciso…

Oggi si vota sulla piattaforma Rousseau, e su una cosa possiamo essere certi: il risultato che uscirà dalle urne virtuali sarà quello più gradito a Grillo, a Casaleggio e all’establishment tutto del MoVimento 5stelle.

Grande capacità dell’elettorato di interpretare il volere dei capi che li guidano nelle aspre battaglie della politica italiana, o magheggi a non finire su una piattaforma virtuale gestita dalla Casaleggio associati? Poco importa, solo il risultato è ciò che conta e, per quello che se ne sa, Grillo vuole continuare con Gigino. Il giovanotto più azzimato d’Italia, da parte sua, incassa anche l’appoggio di Alessandro Di Battista, che davanti a fotografi e giornalisti, e riferendosi a tutti i detrattori del ministro del Lavoro, afferma perentorio: “Se non fosse per Luigi, molti di voi nemmeno sarebbero qui”.

Verità incontrovertibile, ma che non significa gettare alle ortiche anche il più debole afflato critico, che nemmeno sotto il regime d PolPot. E’ comunque il metodo a cui i grillini ci hanno abituato: massacrare senza pietà chi non si adegua in maniera totale alle direttive – sempre che ce ne siano, ma tant’è come dicevamo bisogna essere anche in grado di prevederle e immaginarle – ma salvaguardare se a non capirci nulla, a non adeguarsi, sono quei pochi che all’interno del MoVimento ne compongono la classe dirigente.

Prova provata ne è che dalle ultime poltiche ad oggi, il MoVimento ha perso qualcosina come quasi 10 milioni di voti, e che in una analoga situazione – ma forse anche per molto meno – qualsiasi leader europeo degno di questo nome si sarebbe scapicollato a presentare le dimissioni, magari anche in ginocchio sui ceci e col capo cosparso di cenere. Gigino Di Maio, invece, quasi quasi si risente che qualcuno punti il dito su di lui, sui suoi atteggiamenti da navigato statista che, in visita al grande Expo di Snangai storpia il nome del primo ministro cinese chiamandolo semplicemente Ping, come se Xi Jinping avesse chiamato DiMaio “il ministro Gigino”.

Per non parlare poi di quando il nostro a poche ore della formazione del governo giallo-verde, comparve con il suo entourgare sul terrazzo di Palazzo Chigi, sventolando bandiere tricolori e sostenendo che con l’avvento del reddito di cittadinanza la “poverta in Italia era definitivamente sconfitta”. Una macchietta che nemmeno sulle comiche finali qualcuno si sarebbe mai sognato di portare in scena.

Insomma, a voler essere seri, non colpisce o stupisce che i 5 stelle perdano voti in una inarrestabile emoragia, anche perché si trattava di voti di protesta, non certo di un vero consenso basato su uomini e idee. Quello che caso mai colpisce e meraviglia è che ci siano ancora tanti elettori che barrano il simbolo delle 5 stelle. Certo, di questi tempi è anche comprensibile l’odio sociale, il giustizialismo a tutti i costi, la volontà di vedere chi ci circonda stare peggio di noi, invece che sperare di stare tutti meglio, ma c’è un limite. Non si può continuare a sostenere una forza politica solo perché i suoi rappresentanti in parlamento rinunciano ad una parte di stipendio: quando non servi a niente, sei inutile, non dai valore aggiunto, altro che una parte dello stipendio, i danni dovresti pagare, e che in Italia ci si sia abituati a una classe dirigente scarsa, menefreghista e pigra, non significa invadere il parlamento con altri incapaci, analfabeti che confondo coinciso con circonciso e altre tragedie simili, perché questi più che diminuirsi lo stipendio, essere cacciati a calci.

Così, non si può sperare di rilanciare questa sacra nazione che c’è toccata in sorte, con territori bellissimi, al centro di un mare corfortevole, con un clima stupendo, il 76% dell’arte mondiale, il cibo e il vino più buoni del mondo, e pensare di farla amministrare a gente che vuole dimostrarsi ecologica facendo indossare alle donne pannolini lavabili, o mettendo 50 km come limite di velocità su una strada a tre corsie e di grande scorrimento. Oppure impedire grandi opere, come la TAV e tutte le altre che ne conseguono.
O gli italiani – tutti gli italiani – lo comprendono, o siamo perduti.

RK Montanari
RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.

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