Oltre il Sistema… per comprendere l’Italia degli ultimi trent’anni.

Impossibile comprendere l’Italia degli ultimi trent’anni senza conoscere il Sistema. Quello della magistratura, raccontato da Luca Palamara a Alessandro Sallusti , in un libro che farà epoca( (anche per le vendite) come lo fu a suo tempo La Casta di due giornalisti del Corriere.

Solo che la Casta era un assist al Sistema, il libro di Palamara e Sallusti lo scoperchia. Il carattere potenzialmente drammatico in senso scenico del volume e delle storie che racconta è stato infatti raccolto da Edoardo Sylos Labini che ne ha tratto uno spettacolo omonimo che debutterà il 19 giugno a Castel San Giovanni in provincia di Piacenza e poi toccherà le principali città italiane.

Dello spettacolo e soprattutto del Sistema tratta il numero di giugno, da oggi in edicola, di “Cultura e identità, il mensile fondato e diretto dallo stesso Sylos Labini, presentato ieri a Roma dallo stesso direttore, da Stefania Craxi e da Luca Palamara, che sono due tra gli autori del numero. Sylos Labini ha ricordato che la critica è rivolta non alla magistratura come istituzione (siamo conservatori e non anarchici e neanche anarco libertari) ma a quella che ha utilizzato il proprio potere per influenzare e anzi più spesso determinare la vita politica, a dispetto della volontà degli stessi elettori.

Che a fornire più o meno la stessa diagnosi sia un magistrato importante come Palamara, sempre alla presentazione di ieri, è solo un segno che questa lettura è storicamente fondata. Naturalmente, come ha spiegato Stefania Craxi, la magistratura ha finito per favorire una parte della classe politica, quella proveniente dal partito comunista e dai suoi eredi.

Tangentopoli è in effetti l’inizio di tutto, di un modus operandi in cui poi, quando il patto di acciaio tra post comunisti e magistratura militante si è allentato, è caduti vittima la stessa sinistra. Anche se , come ha ricordato Palamara, le recenti riforme hanno reso anCora più corporativa e correntizia la magistratura: se il Pci Pds Ds fu il partito della magistratura militante rossa, i 5 stelle sono il partito della nuova magistratura correntizzata , se è consentito tale termine.

Ora che questi due partiti abbiano finito per allearsi è al tempo stesso causa ed effetto di uno smottamento nel mondo della magistratura. A maggior ragione di fronte a questa frattura importante del mondo delle toghe, il nuovo centro destra non deve commettere l’errore compiuto dal vecchio, quello di inimicarsi in blocco la corporazione dei magistrati. Ve ne sono una parte, forse la gran maggioranza, che non vive la propria azione con una forma di militanza para politica e che vuole essere garante della legge senza sostituirsi al legislatore e senza strumentalizzare e farsi strumentalizzare.

Con questa parte della magistratura il centro destra dovrebbe interloquire.

Marco Gervasoni
Marco Gervasoni (Milano, 1968) è professore ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi del Molise, editorialista de “Il Giornale”, membro del Comitato scientifico della Fondazione Fare Futuro. Autore di numerose monografie, ha da ultimo curato l’Edizione italiana delle Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia di Edmund Burke (Giubilei Regnani) e lavora a un libro sul conservatorismo.

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Cristina

Buongiorno, ho preso il giornale. Mi è tornato in mente quel periodo è le sensazioni che provavo. Sono quelle che ha descritto lei. Non ho letto il libro di Sallusti. Voglio vedere lo spettacolo. Buon fine settimana

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