Omicron, Rampelli (VPC-FdI): Pnrr miliardi per la transazione ma niente per economia reale e sanità territoriale

“La persuasione prevede programmazione, che non c’è stata. La terza dose va fatta, ma vista la sua importanza non si è capito perché non ci si sia attrezzati in tempo per arrivare all’inverno con la gran parte dei booster effettuati, assistendo ancora a code, ritardi, disagi. Ci ritroviamo a rincorrere l’emergenza anche nelle scuole. Sono due anni che abbiamo proposto le uniche soluzioni efficaci ma mai realizzate al livello centrale e governativo: sistemi di aereazione, igienizzazione, sdoppiamento delle classi, potenziamento dei trasporti pubblici e ora è necessario fornire gratuitamente mascherine FFP2 a studenti e personale scolastico. Nulla di tutto questo sta accadendo”.

E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervenendo ad Agorà.

“Siamo d’accordo sulla scuola in presenza anche perché c’è divario digitale in Italia e con la dad avremmo una discriminazione palese nel sud, che non è collegato integralmente,  e al nord per le fasce sociali più disagiate. Poi ci sono problemi di rapporti umani, con una generazione di ragazzi menomata nel diritto alla socialità”.

Sul fronte economico, Rampelli ha osservato: “Ci auguriamo che il governo vari un nuovo decreto ristori, ma delude constatare che per il turismo, decimato dalla pandemia, il governo ha stanziato appena 150 milioni di euro. Poi nel bilancio appena approvato e nel Pnrr ci sono decine di miliardi per la transizione ecologica e la digitalizzazione mentre viene completamente trascurata l’economia reale costituita da negozi, piccole e medie imprese del settore dei servizi e del turismo così come mancano adeguati investimenti sulla sanità, diminuiscono i trasferimenti alle regioni e c’è una totale assenza di progetti di riforma per la territoriale che preveda anche il ripristino del medico scolastico.

Va oltretutto evidenziato che nel corso di questi anni il sistema sanitario nazionale è stato ridimensionato, sono stati chiusi i reparti di infettivologia, ci sono stati tagli per la medicina dell’igiene e per la ricerca, si era pensato che le epidemie fossero state tutte debellate. Visto che la globalizzazione prevede il contrario esatto questa rete va ripristinata e potenziata”.

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