Omofobia. Malan (FdI): ddl Zan e gender tornano tra monopattini e rotatorie. Emendamento Pd al dl Infrastrutture

“Il Ddl Zan, respinto dal Senato una settimana fa, torna attraverso tre commi infilati in modo piratesco alla Camera in articolo del decreto-legge recante ‘disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale’. L’emendamento 1.294, approvato senza illustrazione e senza discussione, proposto da Alessia Rotta e Raffaella Paita, entrambe PD, presidenti rispettivamente delle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera e autonominatesi relatrici del decreto, vieta ‘sulle strade e sui veicoli qualsiasi forma di pubblicità il cui contenuto proponga messaggi sessisti o stereotipi di genere offensivi o messaggi lesivi del rispetto, del credo religioso o dell’appartenenza etnica oppure discriminatori con riferimento all’orientamento sessuale, all’identità di genere’. Insomma, in base a queste espressioni, in parte vaghe e ambigue e in parte espressione esplicita dell’ideologia ‘gender’ come il concetto di ‘identità di genere’ che tanto ha fatto discutere quando contenuto nel Ddl Zan, potrà essere rimossa pubblicità o vietata la circolazione di chi non si conforma all’ideologia di Stato introdotta di soppiatto. I dettagli, spiega il comma 4-ter, mimetizzato come ‘comma 1, lettera a-quater, numero 1’ saranno definiti con un decreto del ministro delle pari opportunità Elena Bonetti, aperta sostenitrice del Ddl Zan. Un cartellone pubblicitario con la foto di una bella donna sarà considerato ‘sessista’? Una donna che stira o un uomo che nella pubblicità di un film salva una fanciulla saranno considerati ‘stereotipi di genere’? Un adesivo su un’auto con scritto che Gesù è figlio di Dio o che Cristo è Re sarà considerato lesivo dei non cristiani? Una pubblicità che raffiguri solo coppie uomo/donna sarà lesivo delle persone LGBT? La pubblicità di reggiseni sarà considerata lesiva dell’identità di genere se dice di rivolgersi alle donne? Non sono domande oziose, sono casi che già si sono verificate all’estero, ad esempio nel Regno Unito, dove questa ideologia è già entrata nelle leggi. Basti ricordare che, anche senza questa norma, sindaci di sinistra hanno vietato cartelloni e autocarri ‘vela’ che dicevano semplicemente ‘i bambini sono maschi, le bambine sono femmine’. Gli adepti del ‘gender’ dovrebbero avere il coraggio di portare avanti le loro istanze in maniera aperta, non in un articolo e un decreto-legge che parla di tutt’altro. Viene anche da chiedersi come la Presidenza della Camera non abbia ritenuto tale emendamento estraneo per materia, in un simile decreto, e in un articolo rubricato come “disposizioni urgenti per la sicurezza della circolazione dei veicoli e di specifiche categorie di utenti’ e che parla di monopattini, rotatorie, caratteristiche tecniche di rimorchi e patenti di guida”.

Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Lucio Malan.

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