Pacchi bomba a Soros, Obama, Clinton e altri, ma gli attentatori vanno in bianco

La notizia è sulla prima pagina di tutti i quotidiani del mondo, in apertura su tutti i canali di notizie che contano e, del resto non avrebbe potuto essere altrimenti considerando che Barack Obama, Hillary Clinton, Eric Holder, John Brennan, Debbie Wasserman Schultz e George Soros hanno ricevuto dei pacchi bomba. Ancora più eclatante, però, è il fatto che nessuno di essi abbia raggiunto l’obiettivo e sia esploso. Negli States si fa notare quanto siano stati in gamba gli uomini dell’FBI, gli stessi che si sono fatti saltare sotto gli occhi le torri gemelle e mezza maratona di Boston, tanto per fare due esempi. Però, ammettiamolo, da quegli attentati è passato del tempo ed è possibile che il Federal Bureau Investigation da allora abbia imparato a gestire meglio i terroristi, sia quelli casalinghi che quelli stranieri.

E così, dicevamo, per fortuna l’attentatore o gli attentatori, sono andati in bianco. Se ne compiacciono i media americani, soprattutto quelli democratici che, tra una congettura e un’altra per carità appena accennate, riescono a puntare il dito indovinate su chi… ovviamente su di lui, il Presidentissimo Trump reo, come tutti fanno notare, di aver ripetutamente criticato quelli che poi si sono rivelati gli obiettivi degli ordigni.  Non solo, ma i destinatari delle bombe – inesplose – sono tutti nemici politici di Trump, fatti segno durante i giri elettorali del Presidente, di parole d’odio dei sostenitori del tycoon, e di gruppi di estrema destra. Solo nel caso di Soros, come fanno notare dei commentatori, gli attacchi non si limitano agli Stati Uniti – prova che forse questo speculatore abbia creato non pochi malumori in parecchi paesi del mondo – e vanno pure avanti da anni, cioè praticamente da quando parecchia gente ha cominciato a capire di chi si stia parlando.

Inoltre, fanno notare sempre i solerti giornalisti democratici, che il pacco bomba destinato a Brennan sia stato spedito alla CNN, emittente televisiva che da tempo Trump ha nel mirino, e che il presidente ha definito “dispensatrice di false notizie” e “nemica del popolo americano. Addirittura, pare che nei confronti della CNN, il tycoon abbia usato un linguaggio violento quasi volesse incoraggiare i suoi sostenitori a prendere iniziative non proprio metaforiche e pacifiche nei confronti dei vari giornalisti dell’emittente. Pare infatti che Trump, la scorsa settimana, durante un comizio in Montana abbia elogiato il deputato repubblicano Greg Gianforte che lo scorso anno ha aggredito un report del Guardian reo di aver criticato la sua politica. Testualmente, Trump avrebbe detto: “Ogni ragazzo che può sbattere al muro uno di questi, è un mio ragazzo!” ottenendo una vera ovazione di applausi.

Di contro, riguardo alla notizia dei pacchi bomba, la Casa Bianca non ha fatto alcun riferimento a tutte le chiacchiere che abbiamo visto, ma ha rilasciato una dichiarazione ufficiale di ben altro tono. “Questi atti di terrorismo sono pregevoli, e chiunque sarà ritenuto responsabile pagherà con la pena massima prevista dalla legge”.  Trump, che all’inizio era rimasto defilato, mercoledì pomeriggio, parlando a una riunione della Casa Bianca ha aggiunto: “Tutto il peso del nostro governo verrà messo in campo per condurre questa indagine e consegnare alla giustizia i responsabili di questi atti inaccettabili.” Ha poi continuato: “Voglio solo dirvi che in questi tempi difficili dobbiamo essere uniti. Dobbiamo inviare il messaggio chiaro e forte, inconfondibile, che le azioni o le minacce di violenza politica non avranno mai alcuno spazio negli Stati Uniti d’America”.

E’ bastato per quietare l’opposizione al Presidente? Assolutamente, no. Prima di tutto le sue dichiarazioni sono state ritenute tardive, quindi è stato detto che le sue sono parole vuote. Jeff Zucker, presidente della CNN, ha detto: “Il presidente e l’addetto stampa della Casa Bianca dovrebbero capire quanto le loro parole siano importanti  mentre fino ad ora sembra proprio che non se ne siano mai resi conto.”  E qui sorge spontaneo un dilemma: perché quando Trump attacca la stampa le sue parole diventano importanti e pericolose, mentre quando attacca il terrorismo vengono giudicate vuote?

In ogni caso le dichiarazioni di Zucker sono state considerate addirittura generose da altri giornalisti di fama, che hanno continuato a sostenere l’incapacità di Trump di capire quanto le sue parole possano risultare pericolose, e come sicuramente il Presidente sia incapace di cambiare il suo modo di fare.

La stampa democratica ha poi attaccato alcuni commentatori che hanno espresso una teoria secondo la quale “i pacchi bomba sarebbero falsi, frutto di un’offensiva contro  il presidente accuratamente preparata a tavolino”.  Gi anti-Trump hanno anche aggiunto che da anni  il presidente si esercita a creare false notizie contro i suoi avversari, dal “pizzagate” alle tante “cattiverie” espresse contro Soros, che evidentemente loro vivono come un “filantropo” .

E già questo la dice lunga.

RK Montanari
RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.

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