Padova, scritte contro l’assessore regionale Donazzan. Speranzon: “Massima solidarietà. Gli autori siano individuati al più presto, no al clima di minacce degli anni ’70”

“Uno dei luoghi più noti e importanti della cultura veneta, nazionale ed europea non può essere imbrattato da quattro ragazzetti anti-democratici fermi alle intimidazioni degli anni ’70.
L’Università di Padova è un luogo di confronto e di dialogo e i suoi muri, che hanno ospitato lezioni e dibattiti con le più brillanti menti della storia, non possono essere usati per minacciare e mettere un bavaglio alle persone, e in particolare a un rappresentante delle istituzioni. Tutta la mia solidarietà quindi a Elena Donazzan, vittima di un attacco dei soliti vigliacchi che colpiscono in maniera anonima imbrattando le città perché non sono in grado di reggere il confronto: mi auguro che queste persone, che sanno esprimersi solo alzando una bomboletta rigorosamente senza farsi vedere e senza assumersi la responsabilità delle proprie posizioni, vengano presto riconosciute, individuate e costrette a ripulire. Siamo di fronte agli ennesimi attacchi della sinistra, democratica solo a parole, che incapace di confrontarsi con chi la pensa diversamente rispolvera linguaggi e minacce che speravamo fossero ormai dimenticati, soprattutto in una città come Padova che per questo tanto ha sofferto”: così il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Raffaele Speranzon, esprime la solidarietà personale e di tutto il suo gruppo all’assessore regionale all’ Elena Donazzan, oggetto di minacce (“Donazzan a testa in giù. Fuori i fasci dalla scuola”) scritte con vernice spray sui muri dell’Università patavina.

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