Pellegrino (FdI): con politica porti aperti aumenta emergenza MGF

“Le mutilazioni genitali femminili comprendono tutte quelle pratiche che comportano la rimozione parziale e totale degli organi genitali esterni della donna o altre pratiche lesive degli organi stessi  senza che vi sia alcuna necessità medicosanitaria. Esse sono considerate una violazione dei diritti umani dal 1993 e qualificate poi come reato dalla Convenzione di Instanbul.

L’aumento dei flussi migratori verso l’Europa ha portato con sé anche un rapido incremento della diffusione delle MGF in Occidente. Si stima che circa 600 mila donne che vivono nel continente europeo siano state vittime di questa atroce pratica e le bambine oggi a rischio sono più di 5 mila.

L’Italia ha messo al bando le MGF nel 2006 con una legge, prevedendo anche delle risorse finanziarie per l’emersione del fenomeno ed il suo contrasto tramite la formazione degli operatori sanitari e la possibilità di campagne informative per la popolazione.

Nei prossimi giorni presenteremo nei Consigli regionali e comunali una mozione che verifichi l’applicazione nei territori della legge 7/2006 e della successiva Intesa Stato – Regioni che finanziava azioni di prevenzione e contrasto alle MGF.

Per Fratelli d’Italia la tutela dei diritti umani e del diritto all’integrità della persona sono valori imprescindibili.”

Lo scrive in una nota Cinzia Pellegrino, Coordinatore nazionale del Dipartimento tutela Vittime di FdI, in occasione Giornata Mondiale contro l’infibulazione e le mutilazioni genitali femminili.

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