Pellegrino (): da Piazza Italia le proposte per una Capitale più solidale

Roma ha una storia eccezionale, è il più grande Museo del Mondo, è stata culla della civiltà e può ancora essere la Capitale del Mediterraneo. Per contribuire a questo la nostra città deve diventare anche la Capitale dell’accessibilità e della fruibilità.

Occorre perciò ribaltare le politiche stillicide delle precedenti amministrazioni di sinistra che, senza una visione e troppe volte anche senza trasparenza, hanno portato avanti provvedimenti spot nel campo del sociale, avendo come obiettivo non il bene del cittadino ma quello di foraggiare le cooperative rosse, i centri sociali, le aziende sodali.

Servono servizi continui e pianificati, che lavorino anche sulla prevenzione e riportino al centro i reali fruitori: le famiglie, gli anziani, i diversabili, i soggetti più fragili.

Prevenzione vuol dire, ad esempio, rendere accessibili musei, scuole, locali e mezzi pubblici per chi si muove in carrozzina o è un ipovedente; vuol dire implementare la rete delle strutture che si occupano di tossicodipendenze ed allargare le competenze dell’ACT a nuove patologie (gioco d’azzardo, disturbi alimentari, nomofobia, stress postraumatico da covid). Prevenzione significa, infine, realizzare sul territorio un Centro per soggetti maltrattanti, che fa compiere un percorso di consapevolezza e uscita dalle condotte violente e salvare così – statistiche alla mano – almeno 3 donne su 10 dagli abusi domestici.

Riportare al centro dell’agire amministrativo le famiglie significa rivedere, ad esempio, le tariffe di accesso agli asili nido, che la giunta Raggi ha triplicato, e prevedere che i genitori non paghino la retta a partire dal terzo figlio in poi; significa istituire un albo delle baby sitter, per garantire trasparenza e professionalità; significa, infine, prevedere un fondo per le spese sanitarie al quale possano accedere famiglie con anziani o diversabili a carico.

Da ultimo, la sinistra di Bibbiano tanto si spende a tutela delle famiglie arcobaleno quanto è in grado di dimenticare il dramma dei bambini strappati troppo facilmente da alcuni servizi sociali e dati in affido ad estranei con la scusa di genitori troppo litigiosi a seguito delle separazioni. Di questi bambini ‘rubati’ nessuno ha il coraggio di parlare.

Così come non si è in grado di capire che tra 20 anni la metà degli italiani avrà alle spalle almeno una storia di divorzio o di separazione, a causa della quale molti papà saranno stati ridotti sul lastrico da tribunali che non applicano l’affido condiviso. Per questo è necessario rivedere le regole di accesso alle case popolari ad esempio, prevedendo dei punteggi più alti per genitori separati che non possiedono una abitazione di proprietà e che hanno un reddito inferiore ai 20.000 euro annui. Ed è indispensabile istituire un Registro presso il Comune, non sostitutivo di quello anagrafico ma consuntivo per le pratiche frequenti (rinnovo della carta d’identità del minore, domiciliazione, rispetto del diritto di visita durante il lockdown, colloqui scolastici, ecc).

Una città accessibile da tutti si costruisce infatti con una pianificazione di lungo termine, senza vizi ideologici e di genere e mettendo al centro dell’agire politico la PERSONA.

Cinzia Pellegrino, Coordinatore nazionale del dipartimento tutela vittime di Fratelli d’Italia.

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