Pellegrino (FdI): i nostri figli sappiano delle marocchinate anche dai sussidiari di scuola

“Nelle pagine di storia che troppi vogliono dimenticare, annoveriamo i fatti accaduti tra l’aprile e il giugno del 1944, quando gli italiani che abitavano le terre del basso Lazio subirono atroci violenze da parte delle truppe marocchine della V armata guidata dal francese Alphonse Juin. I soldati del CEF si resero responsabili di violenze su più di 60mila donne e uccisero uomini e bambini con crudeltà efferata. Alla tragedia della violenza si aggiunse la macchia inestinguibile e non accettabile socialmente dell’abuso, che costrinse le vittime ad una vita isolata e ai margini, perché considerate “appestate” sia nel corpo sia nell’anima.
Di tutta questa barbarie, che deve essere considerata frutto di “crimini contro l’umanità”, nessuno vuole parlare. Amministrazioni di sinistra, come quella di Virginia Raggi ad esempio, si sono rifiutate di assegnare un toponimo alle vittime delle marocchinate. Eppure anche Roma pagò il suo tributo, ad esempio quando alcuni goumiers violarono due donne e le gettarono da un treno in corsa, uccidendole.
Continueremo a batterci per restituire e dignità alle sofferenze patite dagli uomini e dalle donne della nostra terra, che non hanno riguardato solo la Ciociaria ma anche paesi della Sicilia e della Toscana.
Per questo il Dipartimento tutela Vittime di Fratelli d’Italia ha indicato come punto per un programma di governo nella recente Conferenza di Milano al MICO l’urgenza non più rinviabile di far conoscere questa parte drammatica della nostra Storia ai nostri figli, che hanno il diritto di trovarla finalmente scritta nei sussidiari di scuola.”
Lo scrive in una nota Cinzia Pellegrino nella Giornata in ricordo delle vittime delle Marocchinate.

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