Per risolvere la crisi in Italia occorre una nuova “Sigonella” ?

E’ proprio la crisi di Sigonella l’occasione storica durante la quale, nel secolo scorso, l’Italia ha alzato nuovamente la testa ed ha puntato occhi “di brace”, se si volesse citare un infernale passo di Dante Alighieri, contro il colosso americano. La crisi di Sigonella è una pietra miliare del sovranismo nostrano; un sentimento etichettato con lo stesso disprezzo con il quale, durante la seconda guerra mondiale, venivano bollati i repubblichini, i soldati ed i sostenitori della Repubblica di Salò.

Eppure, a scindere da quello che viene inculato nelle giovani menti attraverso i libri di storia, quello che accadde quel 12 ottobre 1985, è stata, forse, una delle pagine più gloriose per il nostro Paese. L’Italia, piccolo Stato dell’Europa del sud, aveva messo in crisi un impero da centinaia di milioni di abitanti, una potenza nucleare, i vincitori di tutte le guerre o, per lo meno, di quelle che hanno dichiarato di aver vinto. Il merito fu di un uomo di destra, spavaldo, populista e sconsiderato. A dire il vero, non è esattamente questa l’immagine che più si addice alla figura di Benedetto, meglio conosciuto come Bettino Craxi, uomo di sinistra ma dal cuore tracotante di fervente amore per quella nazione che, sotto la sua guida, divenne quarta potenza mondiale.

Al giorno d’oggi la situazione non è cambiata. L’Italia è come una canna al vento, in balia della bufera europeista. A 35 anni dai fatti di Sigonella, quello che veramente può salvare l’Italia è un’altra Sigonella. Chiariamoci, non si intende che, da questo momento in poi, ogni accordo od ogni delibera nazionale ed internazionale debba essere soggetta a prese di posizioni estreme. A tirarla troppo, prima o dopo la corda si spezza. Ma l’Italia non può restare in balia della marionetta elitaria a nome Unione Europea. L’Italia è un Paese sovrano, una repubblica democratica, “un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori” come recita la scritta monumentale sulla facciata principale del Colosseo Quadrato. La nostra Europa è una commistione di ordine, di civiltà e di bellezza. Ma non c’è maggior bellezza di quella che si trova nell’azione, nel saper resistere ed, anzi, nel sapere e nel poter controbattere, a testa alta.

Tommaso Lunardi
Nato a Padova nel 1998, è attualmente studente di Scienze della Comunicazione all'Università di Verona. Ha collaborato con altre riviste del settore tra cui Il Primato Nazionale. Ama la letteratura classica e moderna, la storia, il giornalismo e la scrittura. È anche un grande appassionato di motorsport e di musica, in particolare heavy metal. Sempre pronto all'azione.
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